Percorsi quadriennali, “4 anni senza sconti. Didattica innovativa, non più frontale e trasmissiva. Al centro lo studente”. La sperimentazione dell’IIS Einaudi

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L’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Einaudi di Roma è una delle scuole che sperimenterà il percorso quadriennale nell’anno scolastico 2022/23. “E’ un indirizzo ordinamentale che avevamo previsto nel nostro piano studi con un percorso tradizionale di tipo quinquennale. La novità per il 2022/23 è che siamo rientrati nella sperimentazione nazionale del ministero dell’Istruzione delle 1000 scuole con percorsi quadriennali. Abbiamo presentato un progetto di sperimentazione che ci è stato approvato il 24 gennaio”, spiega a Orizzonte Scuola la dirigente scolastica Diana Guerani. Una maturità in 4 anni “senza sconti” evidenzia la vicepreside Marina Di Foggia.

Quali saranno le materie principali? Come vi organizzerete?

Bisogna concentrare nei quattro anni i contenuti principali del quinquennio con un riaggiustamento della programmazione didattica, del curricolo, con docenti in compresenza, con l’estensione dell’orario nelle ore pomeridiane, con una quota di didattica a distanza. Sono studenti molto motivati. Nella modulistica di preiscrizione avevamo previsto la possibilità di scegliere questa sperimentazione. Abbiamo raccolto le adesioni: per l’anno 22/23 verrà autorizzata una classe con un minimo di 20 studenti, ne abbiamo in abbondanza, 26, e possiamo partire.
A questa sperimentazione si stanno aprendo anche molti istituti statali, mentre nella prima tranche di qualche anno fa erano più istituti privati ad aderire.

Ci sarà un approccio all’apprendimento diverso?

Sì, una didattica di tipo innovativo. Non didattica prettamente frontale e trasmissiva, ma un approccio di coworking, peer to peer education, per gruppi di apprendimento. Siamo la scuola polo nazionale, per conto del ministero, per il premio scuola digitale. Aderiamo all’innovazione, ci siamo aggiudicati il bando per le Stem. Abbiamo anche pubblicato un manuale – fatto rarissimo per la scuola pubblica – per i docenti per le Stem. Abbiamo inoltre il team, un corpo di docenti particolarmente motivati sull’innovazione, che stanno sperimentando già nelle loro classi la didattica innovativa. Siamo all’avanguardia e siamo convinti che la didattica tradizionale debba essere progressivamente affiancata da approcci più operativi, più concreti, in cui al centro ci sia lo studente.
Lo studente deve essere il fulcro e deve essere responsabilizzato, motivato, in modo tale che il docente non sia più il punto di vista da cui parte il sapere, ma il sapere – attraverso tentativi, prove e sperimentazioni – deve essere portato avanti dallo studente stesso. I primi risultati sono veramente eccellenti. Spesso proprio i ragazzi che in partenza sembrerebbero quelli più carenti, rivelano poi delle competenze operative insperate.

Professoressa Di Foggia, si è aperto recentemente un dibattito sui percorsi quadriennali. Cosa dice a chi pensa si facciano degli “sconti” in termini di quantità?

Bisogna allungare i tempi, i ragazzi devono essere a scuola anche di pomeriggio. Io non voglio che i ragazzi pensino ‘ah che bello, faccio quattro anni anziché cinque’. E’ vero che sono quattro anni, ma sono intensi, di vera operatività, presenza, lavoro. Finalmente ci sarà il ragazzo al centro, si tratta di una rivoluzione della scuola. Bisogna potenziare le lingue, tutta la parte scientifica. Lo studente è attivo al centro di questo percorso, concorre pienamente al suo progetto di vita, deve abituarsi a quella mentalità che oggi viene richiesta dal mondo del lavoro e accademico.

Si faranno quindi più ore con un rientro pomeridiano?

Ci sarà il rientro pomeridiano su una percentuale di digitale. Un inserimento di una vera cultura digitale. Non si tratta più di strumenti device che hanno le insidie, ma lo strumento aiuta a risolvere. Saranno i ragazzi stessi a cercare gli strumenti: lo studente nel proprio percorso dovrà capire di quale strumento necessita.
Si rimarrà di più a scuola per formare di più, non è quindi per riempire quell’anno, è proprio la nuova metodologia che lo richiede. Si continua con le lezioni trasmissive per conoscenze, quando invece bisogna sviluppare le competenze. Sono i ragazzi i depositari del sapere e a volte – mi lasci dire – sono molto più preparati di noi. Basta un click sul pc per acquisire le conoscenze.

Quanto agli iscritti, sono più i ragazzi?

Sono più ragazze, finalmente c’è una sensibilità. Questo potrebbe essere per me una conquista. Sono convinta che la scuola oggi può azzerare il divario di genere. Credo molto nell’azzeramento del gap, se ne parla tanto. Questa metodologia Steam, con la A di creatività e immaginazione, è un percorso di trasversalità fra le materie. Le materie fondanti continuano a esserci, ma si lavora in team. Il professore si confronta con l’altro professore e lancia una sfida, decide un argomento da approfondire.

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