Perché uno sportello di mediazione familiare a scuola?

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Mia (nome di fantasia, ndr) chiede alla sua maestra d’insegnare a mamma e papà a separarsi con amore.
Mia ha sette anni e si chiede se esista un modo perché mamma e papà possano litigare senza farsi del male, vuole che imparino a volersi bene e a saper gestire le contraddizioni.

Mia sceglie la propria insegnante quale figura prescelta, perché egregia custode dei suoi piccoli segreti. Il segreto di Mia è lo stesso segreto di tutti quei bambini che non sanno come dare voce alla loro impotenza.

Mia subisce in silenzio. Quel silenzio che le fa male e che racconta senza bisogno di troppe parole. Inevitabilmente questa richiesta d’aiuto manifesta il dolore di una bambina, la sua rabbia, il suo senso di colpa di fronte alla comunicazione della separazione dei genitori. Un minore in tenera età coglie in maniera viscerale cosa sta succedendo all’interno della propria famiglia e lo manifesta in svariati modi.

Mia attribuisce il suo malessere ai conflitti elevati di mamma e papà e spera che entrambi giungano a un punto d’incontro senza farsi così tanto male: “Anche se si lasciano, spero che non si separino male perché io voglio bene a tutti e due”, aggiunge. Il conflitto dei genitori crea forti traumi perché genera tensione emotiva, dolore e come afferma il diritto di famiglia ogni bambino per crescere sano ha bisogno di ambienti sereni e armonici.

La recente introduzione della riforma voluta dall’ex ministro della Giustizia Cartabia (art. 473bis 12 codice di procedura civile) introduce un nuovo e sempre più ampio significato di famiglia. Saranno infatti coinvolti tutti i modelli familiari: le coppie unite in matrimonio, le coppie conviventi di fatto e le unioni civili tra le persone dello stesso sesso.

La nuova riforma in materia di minori dà voce e ascolto al minore attraverso la dichiarazione del bambino. Spesso i bambini subiscono pressioni psicologiche per scopi vendicativi nei confronti di una o dell’altro coniuge. La sindrome di alienazione genitoriale è in aumento, pertanto risulta fondamentale una vigilanza emotiva per evitare la strumentalizzazione dei figli.

Il piano genitoriale introdotto dalla nuova riforma riguarda tutti i ricorsi relativi ai minori per la “gestione condivisa”, partendo dalle loro attività quotidiane: la scuola, il percorso educativo, le attività extrascolastiche, le frequentazioni abituali, le vacanze.

La scuola ha un ruolo fondamentale nel processo di crescita di ogni minore e dovrebbe introdurre delle figure di supporto al fine di tutelare in modo particolare la dimensione globale della persona.

Sarebbe auspicabile che in ogni scuola fosse attivato uno sportello di mediazione familiare con apposite figure specializzate (consulenti) e un coordinatore genitoriale, in modo da offrire una serie di tutele ai minori e, di riflesso, alle loro famiglie.

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