Perché tanta violenza nelle scuole? Lettera

di redazione
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Inviato da Biagio Biancardi – Periodicamente nella scuola vi sono stati casi di violenza.

Ma da tempo questi episodi si inseguono e si consolidano dando un quadro d’insieme da brividi. In tanti hanno cercato di dare spiegazione a questo fenomeno. Ma è la classica toppa messa al momento. La violenza contro VicePresidi malmenati da genitori irascibili, studenti che sfregiano i loro docenti o che con un cacciavite vogliono fare gli spadaccini e richiamati prendono a sberle il docente sono gravissimi.

Essi mostrano una classe docente inerme, indifesa ed alla mercè degli eventi. Cosa Fare? Militarizzare la scuola? Porre l’altra guancia? Immolarsi per la missione educativa? Sono rimedi peggiori del male. Mi sovviene in questo momento il ricordo di un esperienza svolta per il progetto Chance quello di Cesare Moreno e Marco Rossi Doria a Napoli e precisamente in un quartiere molto popolare: Soccavo. Questo progetto mirava a combattere la dispersione scolastica nei quartieri degradati di Napoli ed ha salvato molti adolescenti da un destino tragico reinserendoli nella società. Il progetto si fondava su un lavoro di Team. Mai lasciare l’insegnante solo a combattere una battaglia solitaria ed inevitabilmente perdente. Poi supporto costante e condiviso di una Equipe di Psicologi e Pedagogisti. Infine rispetto di alcune regole fondamentali in maniera rigorosa, ma approccio metodologico con questi ragazzi difficili basato su empatia e didattica inclusiva, unitamente ad un rapporto di sinergia con le famiglie.

Nulla di trascendentale. Ma il progetto funzionava. Poi è stato rottamato inspiegabilmente. Si è pensato che la tecnologia potesse sostituire l’uomo e quindi: tablet, lavagne elettroniche (Lim) ed altro che da mezzi sono diventati fini. Con una scuola sempre più taylorizzata, massificata, conformista ed agnostica sui valori.
E’ ora di un ripensamento generale del nostro progetto educativo. In caso contrario la triste profezia di Umberto Galimberti <<I nostri ragazzi vivono parcheggiati in quella terra di nessuno dove la famiglia non svolge più alcuna funzione, la scuola non desta alcun interesse, la società alcun richiamo, dove il tempo è vuoto, l’identità non trova alcun riscontro, il senso di sé si smarrisce, l’autostima deperisce>> (L’ospite Inquietante, il nichilismo ed i giovani 2014 Feltrinelli) rischia di essere sempre più concreta ed inesorabile.
PROF. BIAGIO BIANCARDI
(Docente di Storia e Filosofia Liceo Vittorini Napoli)
(RSU UIL SCUOLA RUA NAPOLI)

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