Perché tanta avversione verso i precari della scuola? Lettera

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Inviata da Francesco Iodice – Sono un docente in pensione da un po’ di anni ma ho sempre seguito le problematiche della scuola. In questi ultimi tempi sto notando un eccessivo accanimento della politica (M5S) contro i precari. Questi docenti, da anni, stanno permettendo il funzionamento della scuola italiana e, in particolar modo, in questo periodo di pandemia.

Sono docenti che lavorano bene, al pari dei loro colleghi di ruolo, ma che puntualmente vengono licenziati al termine delle attività didattiche costringendo i loro allievi a cambiare insegnante ogni anno.

Tutto ciò e’ deleterio per la crescita culturale dei ragazzi. Le competenze si acquisiscono sul campo e, a parer mio, non c’è concorso che tenga!! Per l’esercizio della professione di docente sono indispensabili l’amore per il proprio lavoro, l’aggiornamento continuo, il rapporto cordiale con i propri alunni ed avere, infine, la soddisfazione di vederli formati. Molti docenti precari, per non dire tutti, si sono sentiti politicamente traditi. Sono stati costretti a sostenere un concorso straordinario in piena pandemia e a rispondere ai vari quesiti in tempi strettissimi. Una corsa contro il tempo! Le supplenze vengono conferite loro in base ai titoli posseduti e servizi effettuati, non vedo perché siano validi per le supplenze e non per il ruolo! La nostra Costituzione prevede il concorso, sì ma non ne specifica le modalità; non specifica che il concorso debba avvenire esclusivamente per titoli ed esami. Tanti concorsi sono stati banditi e svolti per soli titoli o per titoli e servizi. Altra storia pietosa è l’assunzione dei docenti specializzati sul sostegno didattico.

Questi professionisti per poter accedere al TFA sostegno hanno dovuto sostenere una prova preselettiva, una serie di esami presso l’università, un esame finale con discussione di tesi, non saprei a quale altra selezione debbano essere ancora sottoposti dopo avere conseguito la specializzazione come sopra descritto. Eppure hanno dovuto affrontare la procedura concorsuale selettiva straordinaria. Non era sufficiente stilare una graduatoria per titoli e servizi da cui attingere per le immissioni in ruolo? Un noto esponente politico del M5S ha pubblicamente affermato di essere stato immesso in ruolo dopo un concorso per la specializzazione all’insegnamento. Mi domando come mai la stessa cosa non si avvenuta e non stia avvenendo per i docenti specializzati in sostegno didattico. Spero che la politica si ravveda e rispetti i diritti di tantissimi docenti precari fin troppo maltrattati. E’ giunto il momento di tenere conto delle disposizioni europee.(direttiva UE 1999/70/CE).Sono troppi anni che in Italia si abusa del precariato!!!

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