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Perché studiare il Greco antico? “Sviluppa il pensiero critico e analitico”. INTERVISTA a Francesco Mercadante. Facciamolo fin dalla scuola primaria, una UDA

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In un’era in cui l’educazione è dominata da materie scientifiche e tecnologiche, potrebbe sembrare sorprendente la persistenza dello studio del greco antico nei programmi scolastici di molti paesi. Questa antica lingua, però, non è solo un’eredità culturale dell’Occidente, ma una chiave di volta per comprendere le radici del pensiero moderno, della letteratura e delle scienze umane.

Il greco antico offre una lente attraverso cui esplorare non solo la letteratura classica, ma anche i fondamenti della filosofia, della scienza e della politica. La precisione e la ricchezza del vocabolario greco permettono una comprensione più profonda di concetti e idee che sono stati fondamentali per lo sviluppo del pensiero critico occidentale. Studiare il greco è quindi un esercizio di analisi, di critica e di connessione interdisciplinare che arricchisce notevolmente gli studenti.

Il greco antico in Europa e nel mondo

Lo studio del greco antico non è limitato solo all’Italia, ma è una componente importante dell’istruzione in molti altri paesi, sia in Europa che nel resto del mondo. L’approccio e l’importanza data a questa materia possono variare notevolmente a seconda dei sistemi educativi e delle tradizioni culturali.

In Europa

In molti paesi europei, tra cui la Grecia, il Regno Unito, la Francia, e la Germania, il greco antico è spesso offerto come materia opzionale nei licei e talvolta anche nelle scuole medie. Ad esempio:

  • Grecia: Il greco antico è studiato obbligatoriamente in tutte le scuole superiori.
  • Regno Unito: È disponibile come parte del curriculum nelle scuole che offrono corsi classici, spesso in combinazione con il latino.
  • Germania: Anche in Germania, il greco antico è disponibile in molte Gymnasien (scuole secondarie di tipo classico), soprattutto in quelle con un forte focus sulle discipline umanistiche.
  • Francia: Nel sistema scolastico francese, il greco antico è offerto come opzione in alcuni licei, specialmente quelli che hanno un percorso dedicato alle “classi preparatorie” per le grandi écoles.

 Fuori dall’Europa

Anche negli Stati Uniti e in altri paesi del mondo, il greco antico è studiato, sebbene meno frequentemente rispetto al latino. Le università e i college, in particolare quelli con forti dipartimenti di studi classici, offrono corsi di greco antico. In paesi come l’Australia e il Canada, è più probabile trovare il greco antico nei programmi universitari rispetto ai curricula scolastici pre-universitari.

Contesti universitari

A livello universitario, il greco antico è spesso parte di corsi in studi classici, filologia classica, e discipline correlate come la storia antica e la filosofia. Gli studenti che si impegnano in questi studi tendono a esplorare testi originali in greco per acquisire una comprensione più profonda delle letterature, della storia e del pensiero filosofico del mondo greco antico.

Il greco antico rimane ancora vivo: come dichiara il prof. Francesco Pizzurro

Il greco antico rimane una materia viva e vitale in molti sistemi educativi, celebrata non solo per il suo valore linguistico e letterario, ma anche come chiave per comprendere meglio la storia del pensiero umano, come conferma il prof. Francesco Pizzurro del quale si allega una importante Unità di Apprendimento. Lo studio del greco antico – continua il prof. Pizzurro – è sostenuto da diverse motivazioni sia pedagogiche che accademiche, e molteplici studi e ricerche hanno esplorato il suo valore nell’ambito educativo.

Perché studiare il greco antico?

Ecco alcuni dei principali motivi e risultati di queste indagini che dimostrano il valore dello studio del greco antico:

Miglioramento delle abilità linguistiche

Studiare il greco antico aiuta a sviluppare un apprezzamento più profondo per la lingua e la struttura grammaticale, che può trasferirsi anche all’apprendimento di altre lingue. Alcune ricerche indicano che gli studenti che studiano lingue classiche, come il greco e il latino, mostrano miglioramenti nelle abilità di lettura e scrittura, comprensione del vocabolario e capacità analitiche.

Fondamenti della filosofia e della scienza

Il greco antico offre accesso diretto a testi fondamentali in filosofia, scienza, matematica e medicina. Autori come Platone, Aristotele, Euclide e Ippocrate hanno scritto in greco, e comprendere la lingua originale permette una comprensione più profonda dei loro pensieri e teorie.

Capacità di pensiero critico

Lo studio del greco antico affina le capacità di pensiero critico e analitico. Gli studenti imparano a interpretare testi complessi, a riconoscere argomentazioni e a formulare riflessioni critiche, competenze utili in ogni campo di studio e professione.

Impatto culturale e storico

Il greco antico apre la porta a una migliore comprensione delle radici culturali e storiche dell’Occidente. Attraverso la letteratura, la mitologia e la storia greca, gli studenti possono esplorare l’origine di molti concetti moderni di democrazia, arte, teatro e retorica.

Studi e ricerche accademiche

Esistono diverse ricerche accademiche che supportano i benefici dell’insegnamento del greco antico. Per esempio, studi sui programmi di studi classici dimostrano che gli studenti che seguono questi corsi spesso ottengono risultati superiori in test standardizzati, includendo esami universitari e test di ammissione professionale.

Sviluppo personale

Oltre ai benefici accademici e intellettuali, il greco antico può anche contribuire allo sviluppo personale, promuovendo una maggiore persistenza, disciplina e apprezzamento per le sfide intellettuali. Studiare una lingua così complessa e ricca può aumentare la fiducia in se stessi e la determinazione.

Il valore del greco antico è ben riconosciuto in ambito educativo e culturale. Sebbene non sia una materia di studio universale come l’inglese o la matematica, il suo impatto sullo sviluppo accademico, personale e culturale degli studenti è profondo e duraturo.

Intervista al professore Francesco Mercadante

Il prof. Francesco Mercadante, illustre docente universitario e linguista, giornalista de Il Sole 24 ore, ci dà un contributo fondamentale al tema con apporti che, come è suo modo fare, vanno oltre la banalità e si inseriscono in questo strutturato e variegato dibattito.

Qual è il valore aggiunto dello studio del greco antico nell’educazione contemporanea?

“Come ho già fatto pubblicamente, lascio la risposta ai redattori della Letteratura greca della Cambridge University. Mi pare che siano sufficientemente autorevoli. In apertura del testo appena menzionato, si legge: “Furono i Greci a donarci i nomi, le forme, i modelli classici di tragedia e di commedia, di poesia, lirica, bucolica e, in sostanza, di quasi tutti i generi letterari noti all’Occidente”. In altri termini, tutto ciò che noi ‘componiamo’ e studiamo appartiene a loro. Se non vogliamo rinnegare i nostri ‘genitori’ e abbandonarci a un sonno archetipico, dobbiamo continuare ad averne cura. La risposta potrebbe apparire semplice, ma, di fatto, essa è essenziale, cruda, inevitabile”.

In che modo la conoscenza del greco antico può influenzare la comprensione, da parte degli studenti di altre discipline, come la letteratura, la filosofia o la scienza? 

“Il greco è la lingua del pensiero. Molto di frequente, questo aspetto viene trascurato sia dai presunti legislatori della scuola, ormai autori di oscuri presagi, sia da alcuni docenti. Cosa s’intende per lingua del pensiero? Per dare una risposta concreta ed esaustiva occorre fare qualche esempio. A tutti è nota l’esortazione “conosci te stesso” scritta sul frontone del tempio di Apollo a Delfi e passata nella lingua latina come nosce te ipsum. Chi non conosce il greco, però, non sa che questa esortazione è costruita sull’imperativo aoristo: γνῶθι σεαυτόν (ghnòthi seautòn). L’ἀόριστος (aòristos) è, per assunzione grammaticale, un tempo indefinito, la condizione di purezza dell’azione, che non si esprime in una durata: il destinatario dell’atto linguistico non può avvalersi d’inizio e fine per regolare la propria condotta. Sommariamente, potremmo dire che si tratta del conoscere al solo scopo di conoscere: il conoscere non può essere segnato da un tempo preciso; pertanto, è affidato a un tempo, senza tempo. Si può forse immaginare qualcosa di diverso per la conoscenza?”

Come può lo studio del greco antico aiutare gli studenti a sviluppare un pensiero più critico e analitico? 

“La risposta, in qualche modo, può essere un’estensione della precedente. Penso sia opportuno affidarsi a un altro esempio.  Gli stati di cose si formano nello sguardo: vedendo, conosciamo e riconosciamo oggetti, cose. Il vedere, per i Greci, era l’essenza del sapere. Erano talmente audaci, in materia di significati, da rendere οἶδα (òida), cioè un perfetto che noi in modo letterale tradurremmo con “ho visto”, con io so: io so perché ho visto. Non credo che, dal punto di vista linguistico, ci sia espressione più alta del pensiero critico e analitico. Ancora un esempio. Kέκτημαι (kèktemai), perfetto risultativo di κτάομαι (ktàomai), si traduce con “io possiedo”, non già con “ho acquistato”, come si potrebbe ipotizzare in relazione al presente, ktàomai, che significa “acquisto”. La compiutezza del verbo è la compiutezza dell’azione: io possiedo qualcosa proprio perché l’ho acquistato”.

Quali strategie pedagogiche considera più efficaci per rendere il greco antico accessibile e coinvolgente per gli studenti di oggi? 

“Per quanto mi riguarda, la questione è estremamente semplice: una grammatica non è solo una grammatica, ma anche e soprattutto il documento di uno storico legame di appartenenza. Se i Greci non avessero battuto i Persiani a Maratona, Salamina e Platea, oggi, probabilmente, avremmo un modo di parlare e un modo di pensare diversi. Si può ignorare tutto questo? Se si continua a insegnare il greco come un insieme di regole, leggi e paradigmi, allora il rifiuto dello studente è legittimo. Io ho avuto uno svantaggio da adolescente, svantaggio che, tuttavia, s’è mutato presto in vantaggio: ho studiato il greco da autodidatta, avendo frequentato il liceo scientifico. È stata dura, come si suol dire, ma l’ho studiato come desideravo studiarlo”.

Ci potrebbe fornire esempi concreti di come il greco antico sia ancora rilevante nel contesto culturale e sociale contemporaneo? 

“Gli esempi concreti rinviano alle mie risposte alla seconda e alla terza domanda. Il pensiero è nel linguaggio, non ha altro medium. A seconda del modo in cui raccontiamo qualcosa, il significato della narrazione cambia. Dunque, non possiamo rinunciare al vedere-sapere, come non possiamo rinunciare al possedere”.

Cosa risponderebbe a chi ritiene il greco antico un soggetto obsoleto o meno importante rispetto ad altre materie più moderne? 

“Sbrigativamente: rispondo dicendo che parlano di ciò che non conoscono. Come si suol dire, l’ignoranza è una brutta bestia. Non credo che meritino altre risposte. Mi dolgo di doverlo dire, ma… paragono costoro ai razzisti, agli omofobi e a tutti coloro che sono affetti da xenofobia”.

Come pensa, professore Mercadante, che lo studio del greco antico possa essere integrato con l’uso delle tecnologie moderne in classe? 

“Io non sono un esperto della didattica delle scuole secondarie di secondo grado e non voglio fare la parte di chi sentenzia su tutto. Ho provato, qualche volta, per esempio, a consultare l’I.A. in merito alle traduzioni dal greco e dal latino e, quasi in tutte le circostanze, il risultato è stato disastroso. Ma si tratta, naturalmente, della testimonianza di chi, come ho detto, non è abilissimo in materia. Nello stesso tempo, credo fermamente che supporti digitali ed esperienze multimediali, unitamente allo sviluppo di modelli grafico-sinottici, possano rivelarsi preziosi. Insomma, nulla in contrario, anzi…” 

“Alla scoperta del Greco Antico: un viaggio nel tempo e nella cultura”: un’UDA del prof. Francesco Pizzurro

Creare un’unità di apprendimento per i bambini della scuola primaria, in particolare per la classe quinta, può essere un modo eccellente per introdurre i concetti del greco antico in modo interessante e coinvolgente. In allegato un esempio di come potrebbe essere strutturata un’unità di apprendimento su questo tema.

UDA – Alla scoperta del greco antico un viaggio nel tempo e nella cultura

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