Perché si parla così poco di aerazione dei locali? Lettera

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Inviato da Rosa Curinga – Leggendo le disposizioni del Governo inerenti l’avvio dell’anno scolastico in piena sicurezza (linee guida e quant’altro) ho avuto modo di notare che si parla ben poco di aerazione dei locali.

Garantire una corretta aerazione dei locali, mi pare di aver letto di sfuggita. Si capisce da subito, però, che l’argomento è davvero poco sentito: per quanto attiene a mascherine, distanziamento, misurazione della temperatura ci sono, infatti, direttive più precise e puntuali. In realtà, credo che il pericolo più serio, in caso di ambienti chiusi e permanenza negli stessi di più persone per tanto tempo, sia proprio la saturazione delle goccioline d’aria emesse durante la respirazione. Le mascherine chirurgiche dovrebbero essere cambiate ogni 2-3 ore, (e non è detto che i bambini le abbiano) e comunque, anche da pulite e nuove, non è garantito che riescano a impedire la fuoriuscita del vapore acqueo al 100%.

Di conseguenza, la questione aerazione diventa di vitale importanza e, a mio modesto avviso, dovrebbe essere seriamente regolamentata. Non mi pare di aver letto indicazioni più puntuali in merito (magari mi sbaglierò) e credo di non aver visto da nessuna parte norme precise riguardo, ad esempio, ad ogni quanto tempo aerare l’aula, ogni quanto tempo svuotarla portando i bambini a respirare aria pulita (permettendo loro di dismettere la mascherina), per quanto tempo aerare in caso di aria secca o in caso umidità elevata, ecc.

Invece pare che l’unico problema sia il distanziamento e i banchi a rotelle, che sembrano essere diventati quasi la “condicio sine qua non” per garantire adeguati centimetri di distanza. In realtà, del distanziamento non sapremo cosa farcene se all’ultima fila ci troveremo un alunno affetto da Covid che sta con noi in classe già da più di 3 ore, (quando, a causa di una scorretta aerazione, l’aria chiusa, satura e impregnata sarà già arrivata ai primi banchi e perfino fuori, in corridoio!) E questo succederà, eccome, se non vi saranno regole precise da seguire! Solo un esperto in materia, infatti, può sapere ogni quanto tempo si satura un ambiente di tot metri quadri, quanto tempo ci vuole per ripulirne l’aria correttamente, ogni quanto tempo le mascherine si impegnano e sono da buttare… e via dicendo. Affidare il tutto alla libera iniziativa di docenti e collaboratori, non mi pare esattamente il massimo per garantire la sicurezza e la salute dei nostri bambini.

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