Perchè noi docenti di sostegno con 36 mesi di servizio e specializzazione non possiamo accedere al ruolo? Lettera

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Inviata da Damiano Arena – Gentile Ministro, sono uno specializzando su sostegno della Secondaria di Secondo Grado all’Università Bicocca di Milano. Per arrivare ad acquisire questo titolo (dopo aver conseguito una laurea triennale e una specialistica) ho superato una pre-selettiva tra migliaia di candidati, uno scritto e un orale, da novembre sto seguendo lezioni per quattro giorni a settimana, devo affrontare dieci esami, svariati laboratori, sto facendo un tirocinio diretto e uno indiretto e sto scrivendo una tesi che discuterò a luglio, lavoro da cinque anni nella scuola pubblica su con contratto a tempo determinato: cos’altro devo fare per dimostrare che merito un posto di lavoro da NON precario?

Rimane incomprensibile capire perché noi docenti con più di 36 mesi di servizio solo su sostegno e titolo di specializzazione non possiamo accedere al ruolo dopo tutta questa trafila.

In questi ultimi anni il sistema scuola ha fronteggiato una carenza di personale senza precedenti e noi precari, ultima ruota del carro, tra mille difficoltà abbiamo permesso a tanti ragazzi con disabilità e a tante famiglie di poter usufruire di un diritto sacrosanto della nostra Costituzione: il diritto allo studio!
Molti di noi, viste le classi di concorso sature per il cervellotico sistema dei crediti, non hanno avuto scelta. Siamo stati nominati su sostegno e adesso subiamo un’ingiustizia sociale di enormi dimensioni. Nel frattempo tanti colleghi che ogni giorno sgobbano sul campo non hanno nessuna possibilità di specializzazione se non tramite crocette, insieme a migliaia di candidati che non hanno mai messo piede in una classe. Nelle prove scritte ci si può ritrovare punteggi sotto il 21 (punteggio minimo per accedere al TFA) senza alcuna spiegazione o possibilità di correzione reale degli elaborati.

Noi specializzati invece NON abbiamo diritto al percorso abilitante, perché non abbiamo superato un concorso: e quello di accesso al TFA cos’è? Secondo quale criterio noi siamo meno meritevoli? Chi dice che non siamo preparati? Chi stabilisce che non ci siamo inventati metodi nuovi per includere i ragazzi con disabilità nello studio collettivo della classe? Secondo quale principio viene stabilito che non abbiamo le competenze per farlo?
Quindi in questi anni siamo stati fantasmi in classe? Siamo stati abusivi, che hanno occupato un posto pubblico senza diritto a farlo? E allora perché prima lo Stato ha stabilito che fosse lecito assumerci e adesso ci considera meno di niente? Siamo stati utili ai nostri Dirigenti, che spesso ci hanno richiamato per coprire buchi, ma anche per garantire quella continuità didattica che è fondamentale per i ragazzi con disabilità, ma adesso in pratica non siamo meiro più e quindi grazie e arrivederci?
Stiamo subendo una GRANDE ingiustizia e questo non è giusto! Stiamo subendo una lotta intestina alla politica che non ci appartiene e non è giusto per la nostra dignità!
Non è giusto per i ragazzi con cui abbiamo lavorato in presenza e a distanza!
Non è giusto per le famiglie dei nostri ragazzi, che abbiamo affiancato in momenti di grandi difficoltà e che hanno sempre riconosciuto il nostro lavoro, scrivendo lettere di ringraziamento private a noi e ufficiali alle nostre scuole e ai nostri Dirigenti!
Non è giusto perché abbiamo studiato, ci siamo specializzati, abbiamo dato l’anima per superare prove e acquisire un titolo importante. In classe abbiamo inventato, innovato, creato spazi di apprendimenti nuovi, ripensato modalità di insegnamento e sistemi d’inclusione. Abbiamo fatto quello che non si era mai neanche immaginato: sostegno a distanza!
Non è giusto perché con la nostra dedizione non ci siamo mai tirati indietro e adesso in pratica il nostro lavoro, che è stato costante, presente ed efficace per i nostri ragazzi si è rivela praticamente nullo per lo Stato e ring di battaglia per i partiti, che devono raccogliere consenso elettorale sulla nostra pelle!

Tutto questo non è giusto!
E visto che per le Istituzioni siamo invisibili, vogliamo palesarci e mostrare pure cosa abbiamo prodotto in questi anni. Noi non vogliamo essere PIL, siamo soltanto coloro i quali hanno permesso il rispetto del dovere fondamentale dello Stato di includere e fornire a tutti il diritto allo studio.
Abbiamo lavorato per permettere a tutti di avere un ruolo nella nostra società, abbiamo quindi tutto il diritto di essere ascoltati e assunti!
Chiedo quindi al Ministro Bianchi di rispettare quello che ha detto: “percorsi di assunzione tenendo conto delle diverse tipologie di situazione”

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