Perché il sistema attuale delle competenze è destinato al fallimento. Lettera

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di Carlo Salvitti – Il sistema attuale delle competenze, “saper essere” a parte, prevede:
• CONOSCENZE: il sapere
• COMPETENZE: il saper fare.

Il sapere, così inteso, si riferisce ad un possesso mnemonico di dati e contenuti.

Nel “saper fare” il verbo sapere si è trasformato in ausiliare del verbo fare.

Quindi l’enfasi cade sul “fare” inteso come dimensione operativa. Un classico esempio del saper fare è il saper guidare una macchina, sia essa un’automobile o un macchinario industriale. Perciò questa dimensione “operativa” assume il valore per un futuro “operaio” a servizio di aziende e imprenditori.

Una visione meccanicistica e essenzialmente capitalistica della parola “competenza”.

Per individuare, invece, una dimensione formativa-educativa delle competenze bisogna prendere in prestito la teoria Bloomiana, in cui:

• CONOSCENZA: il sapere, la riflessione e la comprensione di quello che si sa;
• COMPETENZA: sapere e capire quello che si sa, saper applicare quello che si sa e si è capito.

In questa seconda visione emerge una maggior dimensione culturale del sistema competenze, lasciando spazio anche al sapere riflessivo e critico, non esclusivamente esecutivo.

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