Perché il concorso per titoli e servizi è giusto. Lettera

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Inviata da Licia Guidi – Sono una docente in pensione che ha lavorato e vissuto con entusiasmo nel mondo della scuola per circa 35 anni e mi sento di intervenire a difesa del concorso per soli titoli e servizi fortemente osteggiato dal M5S e dai giovani neolaureati.

Ricordo a voi giovani che i precari di oggi sono i “giovani di ieri” che dal 2012 non hanno avuto la possibilità di affrontare un concorso ordinario e dal 2014 nemmeno quella di accedere all’abilitazione. A questo proposito ricordo che tutte le categorie professionali (avvocati, medici, commercialisti,etc) possono accedere all’ esame di stato almeno una volta all’anno.

Per anni questi docenti sono stati assunti e licenziati nonostante la normativa europea preveda che dopo 3 anni il contratto di lavoro a tempo determinato debba trasformarsi in contratto a tempo indeterminato. Voi giovani dovreste ricordare che il “buon insegnante” non si forma con un semplice corso di laurea ( anche comprensivo di tirocini) ma si forma sul campo: assumendosi la responsabilità delle classi, del curricolo, dei rapporti con genitori e parti sociali,etc.

Questo bagaglio di esperienza dei docenti precari, ripeto, i giovani di ieri, non può non essere valorizzata, non può essere disprezzata con un concorso straordinario che ha mostrato tutti i suoi limiti: disparità evidenti nelle correzioni degli elaborati nelle varie regioni, disparità di trattamento fra i candidati (sparpagliati per l’Italia in preda al covid alcuni, nel proprio istituto altri), prove che sono state spalmate nell’arco di 5 mesi ( con le prime classi di concorso a fare da cavia per le ultime visto che la tipologia dell’elaborato era sconosciuta fino alla prima prova svolta, cioè il 20 ottobre), i tempi ristretti per formulare l’elaborato ( ad esempio 4 Uda, 1 progetto e una comprensione del testo in inglese in 2 ore e mezzo, fanno pensare che chi ha formulato le domande non abbia calcolato i tempi di risposta, come invece fa ogni buon insegnante nella costruzione delle verifiche ), presidenti di commissione che avevano fra gli esaminandi docenti del loro istituto ( era sufficiente scambiare le commissioni fra regioni confinanti), senza parlare delle difficoltà a svolgere prove in sicurezza in piena pandemia ( e anche qui si sono riscontrate numerose irregolarità).

E questa secondo voi è stata una grande opportunità data ai docenti precari?

Vi chiedo quindi , cari giovani di avere un po’ più di rispetto dei vostri colleghi più “anziani”( non si offendano se li chiamo anziani!) che non hanno avuto le opportunità che presto certamente avrete voi con i concorsi ordinari annuali promessi dal governo. Sicuramente questi concorsi verranno banditi, ma se non dovesse accadere fra qualche vi troverete nella condizione dei vostri colleghi precari e allora capirete cosa vuol dire essere licenziati ogni anno al 30 giugno o bene che vada per i più fortunati al 31 agosto, non avere la possibilità di chiedere un mutuo per la casa, non sapere dove si sarà sbattuti l’anno dopo a coprire i buchi della Scuola che lo Stato non vede, etc. Imparate da loro, dai vostri colleghi più “anziani”, ad avere un po’
più di pazienza: nessuno vuole portarvi via la vostra chanche ma non potete per questo calpestare chi è arrivato prima di voi a farsi sfruttare per anni.

A proposito dell’art. 97 della Costituzione spesso citato a sproposito, vi invito a leggerlo nella parte che riguarda i concorsi pubblici: non si parla di tipologia di concorso ovvero non si indica una preferenza fra esami e titoli.
A scanso di equivoci, vi dico che io ho superato brillantemente due concorsi ordinari per il ruolo nella scuola ma non sono convinta che questo sia il metodo migliore per selezionare i docenti, ripeto, meglio una formazione sul campo e un aggiornamento continuo.

Spero quindi che il legislatore tenga conto dell’impegno profuso in questi anni dai docenti precari a favore del mondo della scuola e a voi giovani laureati auguro di avere l’opportunità di entrare quanto prima in questo mondo affascinante.

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