Perché educazione civica verrebbe tolta a docenti di Storia o Italiano? Lettera

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Inviato da Angela Rosa Maria Terraneo – Mi sembra che si metta in campo tanta confusione per nulla, a proposito dell’educazione civica, col volerla attribuire macchinosamente ad un docente di Diritto esterno ad Cdc, per 33 h all’anno, nel rispetto del monte-ore attuale, se ho capito bene.

Per esperienza sul campo, ho dovuto infatti constatare quanto sterili si rivelino certi insegnamenti calati sulle classi da un docente esterno al cdc, anche per un numero corposo di ore, ad es. per l’educazione finanziaria. Certe lezioni, se sono fini a se stesse, non possono fare presa e si rivelano improduttive.

Mi domando perché dunque non restituire l’Educazione civica, nella media e nei licei, al docente di Storia o di Italiano, che spesso è la stessa persona, con le cui materie l’educazione civica è strettamente legata, e che potrebbe prendere l’occasione anche per educare alla comprensione ed all’analisi di testi argomentativi e all’argomentazione. Perché parcellizzare l’insegnamento, frazionandolo dove non è indispensabile?

Le lezioni in questione, affidate ad un docente che ha già presa sulla classe, darebbero davvero buoni frutti, stimolando la riflessione ed offrendo spunti anche per la produzione scritta. Del resto, generazioni di studenti, compresa la mia, sono cresciute accostandosi all’Educazione Civica attraverso il docente di Storia e non mi pare che nessuno sentisse il bisogno di tante circonvoluzioni né che quelle generazioni fossero per questo incivili.

O forse anche per altre materie dovremmo pensare che occorre stralciarne una parte e affidarla ad altri, magari dovremmo separare la geometria dalla matematica, perché ci vogliono altre figure ad hoc? Il problema, semmai, dovrebbe essere come e con quale efficacia si insegna, solo così si smetterà di girare a vuoto.

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