Perché è stato abolito il voto nella scuola primaria? Lettera

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Inviata da Enrico Maranzana – Nella scuola primaria i voti saranno sostituiti dalla descrizione della progressione nell’apprendimento (modifica stabile del comportamento).

Non è una questione formale.
Duplice è la finalità del controllo scolastico: da un lato c’é l’aspetto amministrativo, che determina il passaggio alla classe successiva; dall’altro lato l’aspetto formativo che si sostanzia nella guida e nel sostegno dell’alunno.

Alle due finalità possono essere associati due modelli, sintetizzati nella denominazione utilizzata dalla legge:
2003 – Sistema educativo di istruzione e formazione;
2017 – Sistema nazionale di istruzione e formazione.

L’architrave del primo è la crescita intellettiva e operativa dello studente cui si contrappone l’adesione ai contenuti disciplinari.

Se si considera che il 65% di quanti accedono alla scuola primaria sarà impiegato in lavori che oggi non esistono [rapporto Istat 2017] e che le conoscenze umane raddoppiano in quattro anni [Nature 2013] si può apprezzare l’importanza, la necessità
e l’inderogabilità del provvedimento.

Educare è un’impresa complessa: il voto, erroneamente, la semplifica. Il diverso significato assegnato a “errore” circoscrive e illumina il campo del problema. Alla sua rimozione si contrappone la sua valorizzazione: si ricercano le informazioni che si ottengono analizzando lo scostamento tra risultati attesi e risultati ottenuti.

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