Perché complicarsi la vita con le GPS? Lettera

Lettera

Inviata da Caridi Domenico Vincenzo – In attesa della pubblicazione del decreto/ordinanza sull’aggiornamento/creazione delle nuove graduatorie provinciali per le supplenze e graduatorie d’istituto, vorrei porre l’attenzione sulla scelta di stravolgere un sistema che in pochi passi si sarebbe potuto semplificare.

Per far ciò è necessario riassumere come avvenivano le nomine sulle supplenze fino all’a.s. 2019/2020 e capire come, con pochi interventi, semplici e risolutivi, si sarebbe potuto ottenere un risultato ottimale.

Fino al DM374/2017 di aggiornamento, per le GI valevoli per il triennio 2017/2020, le nomine sui posti disponibili, indipendentemente che fossero posti comuni, o di sostegno, di cui cattedre di tipo A, cattedre di tipo B, spezzoni orari al 30/6, e supplenze brevi, si è sempre ricorso all’utilizzo della medesima graduatoria d’istituto, seguendo un apposito ordine dettato dal possedere l’abilitazione all’insegnamento, e quindi parliamo di docenti inseriti in 2 fascia GI, e dai docenti inseriti in 3 fascia GI sprovvisti di abilitazione. Per i posti di sostegno, una volta terminate le nomine dei docenti provvisti di apposita specializzazione sul sostegno, si provvedeva ad incrociare le graduatorie delle varie classi di concorso, per fasce, e, di conseguenza, si provvedeva a nominare i candidati in possesso di un punteggio maggiore.

Le graduatorie in questione, venivano redatte dalla scuola capofila, a cui veniva inviata la domanda di aggiornamento/inserimento, che, una volta elaborato il punteggio, inviava i dati del candidato alle altre 19 scuole scelte sul modello B, affinchè fosse inserito, con il rispettivo punteggio, nelle apposite graduatorie di quegli istituti.

Ne consegue che, in presenza di materie d’insegnamento presenti in molteplici istituti, o di docenti in possesso di più classi di concorso, la scelta degli istituti da inserire nel modello B era ristretta a sole 20 unità.
Le convocazioni venivano arbitrariamente eseguite dalle singole scuole, in tempi anche differenti, e i candidati rilasciavano la loro disponibilità a prendere quell’incarico proposto.

In alcune province, diversamente da quanto sopra descritto, avveniva che l’ufficio scolastico territoriale effettuasse delle convocazioni accentrate (unificate) affinchè tutti i posti disponibili fossero conferiti in un unica convocazione, eliminando quindi quel problema relativo all’arbitrarietà lasciata alle segreterie, e mantenendo quindi la trasparenza del conferimento in un ordine stabilito dalle stesse graduatorie.

Pensiamo adesso come si sarebbe potuto ottenere un risultato molto vicino a quanto stabilito dalla bozza del decreto sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).
Lo scopo delle GPS è quello di creare delle graduatorie uniche per tutta la provincia. Questo problema si sarebbe potuto risolvere semplicemente eliminando il modello B di scelta delle istituzioni, quindi ampliando a tutte le scuole la candidatura presentata tramite consegna della domanda di aggiornamento/inserimento.
Tale domanda sarebbe potuta essere presentata in piattaforma direttamente all’Ufficio scolastico territoriale per i nuovi inserimenti o aggiornamenti con cambio di provincia, mentre per gli aggiornamenti nella medesima provincia, essendo l’ufficio stesso, in possesso del precedente aggiornamento, consentire la spunta che garantirebbe la sola aggiunta dei titoli conseguiti nell’attuale triennio, o titoli valutabili non precedentemente dichiarati.
In questo caso si sarebbe ottenuto lo stesso effetto delle GPS sull’ampliamento degli istituti in cui poter prestare servizio. Azione che avrebbe favorito solo chi, nel modello B precedentemente da compilare, doveva restringere la scelta, ma nessun effetto produrrebbe per quei candidati le cui scuole, in cui si insegna la materia, sarebbero comunque inferiori alle 20 unità. Caso differente sarebbe la possibilità della nomina su posti di sostegno da graduatorie incrociate per punteggi posseduti, mantenendo la fascia di appartenenza e un ordine di graduatoria dettato dal punteggio posseduto, in assenza dell’apposita specializzazione sul sostegno.

Tutto questo sarebbe stato possibile semplicemente apportando delle piccole variazioni all’attuale sistema adottato fino all’a.s. 2019/2020 dal DM374/2017 che avrebbe facilitato anche il compito degli amministrativi che dovranno comunque adoperarsi per aggiornarsi sulla normativa, sulla procedura di nomina e su ogni altra azione richiesta.

Attivando poi la convocazione unificata per classi di concorso, come avviene già in alcune province, si sarebbe ottenuta la trasparenza di nomina e il rispetto dell’ordine di graduatoria, con la possibilità di scelta del candidato dovuta alla migliore posizione posseduta in graduatoria. Con l’utilizzo di un’apposita piattaforma di gestione degli incarichi poi si sarebbe velocizzato tutto in quanto il candidato e il posto scelto sarebbero stati esclusi da successive nomine e di conseguenza si sarebbe velocizzato il processo di nomina di tutta la procedura, riducendo il numero dei candidati convocabili per le successive classi di concorso a cui avrebbero accesso.

Altro problema che si è riscontrato, ma indipendentemente da quanto sopra esposto, è quello relativo alla richiesta dei 24 CFU per i nuovi inserimenti per gli ITP. Ma aspetto più importante è che i 24 CFU sarebbero conseguibili iscrivendosi presso una università telematica, per gli ITP diplomati, ma solo nel caso in cui il diploma sia stato conseguito in un anno scolastico che non coincida con l’anno accademico di iscrizione per il conseguimento degli appositi 24 CFU!! E questo è il caso dei neodiplomati dell’a.s.2019/2020 che risultano impossibilitati a conseguire i 24 CFU nello stesso anno, e di conseguenza risulterebbero esclusi dalla procedura.

In conclusione, si chiede quali possano essere state le motivazioni che abbiano portato ad un completo ribaltamento del sistema di conferimento degli incarichi e delle graduatorie d’istituto docenti, quando, con poche accortezze e modifiche, si sarebbe potuto mantenere lo stesso iter procedurale, migliorando quegli aspetti di imparzialità che si riscontravano quando, per la stessa classe di concorso, ci si trovava di fronte a scuole che al 10 settembre convocavano i docenti, mentre altre scuole attendevano la fine di ottobre per nominare sulla medesima classe di concorso, apportando così imparzialità nella possibilità di scelta delle sedi disponibili presso cui lavorare.

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