Per ridare prestigio agli insegnanti no bonus merito ma stipendio più alto

di redazione
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Caterina Altamore – La chiamata diretta è stata finalmente cancellata, dopo un lungo iter avviato dai sindacati nella precedente legislazione e conclusosi oggi con il nuovo Ministro.

L’ operazione è andata a buon fine e il mondo della scuola accoglie con favore l’esito. Mai più chiamata diretta! E non poteva essere diversamente: la chiamata si proponeva come scelta insidiosa, mettendo in risalto la discrezionalità di chi avrebbe dovuto scegliere e, al tempo stesso, creando il terreno per non ipotetici contenziosi.

E se accogliamo con favore l’esito positivo e la messa al bando della chiamata diretta, non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per il mantenimento e l’aumento dei fondi destinati alla premialità del merito.

La questione, infatti, appare analoga alla prima: non vengono meno da un lato il fenomeno della discrezionalità, dall’altro il non effettivo riconoscimento di tantissimi docenti che lavorano con serietà e con professionalità. Su quali presupposti viene erogato il premio che dovrebbe riconoscere la meritocrazia? Non certo su elementi oggettivi. E anche in questo caso sono altri fattori che primeggiano.

Se l’orientamento del nuovo governo è di restituire dignità alla figura professionale degli insegnanti, allora occorre abolire al più presto anche la premialità, utilizzando quegli importi per aumentare lo stipendio di tutti i docenti.

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