Per mettere i docenti al centro della vista scolastica, bisogna liberarli dal peso della burocrazia. Lettera

di redazione
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Inviato da Gianni Mereghetti (Insegnante) – Carissimo direttore, il nuovo ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti ha detto che non si deve abolire, ma correggere la Buona Scuola. Posizione ragionevole quella del ministro, come ragionevole il fatto che voglia rilanciare l’alternanza scuola e lavoro con un rapporto più significativo con il territorio.

I primi interventi del nuovo ministro sono improntati ad un realismo, senza colpi di testa ideologici o volontà di sopprimere ciò che è stato fatto in questi anni dentro la scuola.

Che poi voglia mettere l’insegnante al centro della vita scolastica è una scelta condivisibile, anche se difficile da realizzare. Il ministro per questo deve liberare l’insegnante dal peso della burocrazia, diventato troppo opprimente in questi anni, c’è bisogno di una leggerezza che permetta ad ogni insegnante di essere veramente libero e di poter percorrere strade nuove e rispondenti alle domande dei giovani d’oggi. Si può aprire dentro questo realismo una nuova epoca, in cui dentro la liquidità anche della scuola vi sia un punto capace di essere fermo e ben poggiato sul terreno, il vissuto di ogni insegnante, il suo sguardo ai ragazzi e alle ragazze con cui affronta l’affascinante cammino della conoscenza.

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