Per la scuola il piatto piange: nubi fosche sui fondi per il contratto. Valditara: “La coperta è corta, mi batterò per ulteriori risorse”

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La priorità del governo Meloni è combattere l’inflazione a due cifre e il caro bollette. Per la scuola ci sarà poco o nulla. Al di là delle indiscrezioni, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha già messo le mani avanti: “Conto che sulla manovra ci siano nuove risorse e mi batterò per questo, anche se la coperta è corta”.

Il pensiero va subito al rinnovo del contratto scuola. Dopo la firma dell’accordo economico, sia il governo che i sindacati avevano precisato che altri fondi sarebbero arrivati nel 2023. Si tratta di 300 milioni di euro, che, allo stato attuale, fanno parte del fondo destinato alla valorizzazione professionale.

I 300 milioni di euro in più nella parte di retribuzione fissa rappresentano un contributo che si è aggiunto all’ulteriore budget di 100 milioni di euro (una tantum). Come abbiamo già scritto, i fondi del MOF la soluzione proposta dai sindacati e accettata dall’ex Ministro Patrizio Bianchi, che avrebbe garantito con maggiore certezza (ma forse con tempi più lunghi) l’aumento di 120 euro in busta paga.

C’è, comunque, una certezza: la legge di bilancio difficilmente prevedrà importanti investimenti per la scuola, tolta la questione dei fondi per il contratto a cui sta lavorando Valditara. Forse potrebbe esserci spazio per qualche misura a costo zero, ma al momento non si conosce più di quanto riportato finora.

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