Per insegnare servono concorsi selettivi: basta condoni. Lettera

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Inviato da Giada Antonini – L’articolo Precari 36 mesi, Miur: proficuo l’incontro con i sindacati ha suscitato in me delle riflessioni, da insegnante pluriselezionata prima di arrivare al ruolo (anni di precariato, TFA 1, concorso ordnario selettivo).

Ebbene, vogliamo smetterla con i condoni? Vogliamo renderci conto che la nostra è una professione che richiede formazione e, quindi, selezione?

Chi di noi vorrebbe che l’insegnante dei nostri figli fosse un laureato che, inserito in terza fascia, dopo anni di precariato, sia considerato idoneo a insegnare solo perchè ha 36 mesi di servizio?

Di certo un percorso abilitante selettivo o un concorso odinario selettivo non garantiscono la professionalità di un docente ma certamente lo studio, la preparazione necessaria per affrontare una procedura concorsuale, contribuiscono alla necessaria formazione di un docente.

Il concorso farsa 2018 in cui tutti i candidati sono stati inseriti in una graduatoria di merito, metterà in cattedra moltissimi docenti che, tra PAS e concorso senza selezione, non sono MAI stati selezionati. Sono questi gli insegnanti che vogliamo per i nostri figli?

Ritengo, quindi, che ci sia poco da essere contenti se le maglie delle selezione per diventare docenti si allargano: siamo professionisti e la nostra professioanlità deve essere frutto di studio, di preparazione adeguata, e non solo di esperienza.

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