Per insegnare serve vocazione e non solo un diploma. Lettera

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Inviato da Mara Bonucci – Da anni mi occupo di formazione ed ho anche lavorato presso centri di formazione professionale e come insegnante di sostegno.

Leggo sempre i vostri aggiornamenti e penso che nel mondo della scuola sfugga qualcosa. L’attenzione è concentrata sui concorsi, preselezioni a crocette, scritti, orali… Assumere in base a 36 mesi di esperienza, aspirare al contrario a tempo indeterminato, guardare il voto di laurea per stilare le graduatorie…. Ma in tutto questo non viene minimamente considerata la centralità dello studente.

Gli studenti hanno il diritto di avere il meglio come insegnanti. Non si può avere il meglio se non si preparano gli insegnanti al meglio. Perché non esiste un corso di laurea o una specializzazione per diventare insegnanti?

All’interno dei programmi ci dovrebbero essere tante ore di pratica su come si gestisce un aula, come si gestiscono a livello psicologico i ragazzi, come si struttura una lezione efficace, come si utilizzano tutti gli strumenti tecnologici a disposizione, e la personalità del docente va valutata.

Non tutti possono fare i docenti. Ci vuole vocazione. Io ho fatto il liceo scientifico, una laurea in scienze dell’educazione e adesso un Master e mi sento dire da chi ha frequentato le magistrali: sai ho perso il lavoro…quasi quasi faccio domanda a scuola! E queste persone entrano a insegnare!! Ci sono insegnanti che non parlano italiano correttamente, si esprimono in dialetto! Alla scuola primaria!

Se ho una laurea con 110 e lode ho solo dimostrato di essere un bravo studente, non vuol dire che ho le carte per fare l’insegnante!!

Per non parlare del sostegno, cani e porci a gestire degli individui così speciali!

Se gli studenti vengono valutati a fine anno, lo devono essere anche gli insegnanti. Ci si preoccupa del contratto a tempo indeterminato. Io lascerei tutti precari rinnovati su giudizio dei ragazzi, perché sono loro i veri protagonisti dell’apprendimento.

Se un insegnante non ottiene la sufficienza non può essere riconfermato. Magari gli viene dato un periodo di perfezionamento. Le cattedre vanno assegnate a giugno per settembre. Non esiste che le classi rimangano scoperte. Solo per casi di malattia e maternità.

Le classi dovrebbero essere da 15. Un insegnante della materia e due tutor che fungono da supporto a tutta la classe in modo trasversale. Quando vedono qualcuno che non sta al passo fanno dei recuperi pomeridiani. Subito!

La scuola è basata solo sui voti, gli allievi la vivono solo come obbligo!! Non si ricordano quasi niente di quello che studiano perché l’obiettivo è prendere un voto!

Dovrebbero essere valorizzate e incrementate le scuole professionali, e rese più adeguate e di serie A. Ora si riempiono di tutti quelli che non hanno voglia di studiare.. e poi mancano professionisti nel mondo del lavoro!
Manca la materia ” sviluppo capacità personali”, scienze umane viene studiata in pochissime scuole… Non ci viene insegnato come tirare fuori il meglio da noi….forse perché fa comodo lasciarci ignoranti….

Ecco queste sono alcune riflessioni… E ora aspettiamo i tanto attesi concorsi per ributtarci sui libri….dimenticando il vero lavoro che andrebbe fatto….

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