Per i DSGA un concorso ingiusto. Lettera

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Inviato da Rosa Siverino – Spett.le Redazione di Orizzonte Scuola, buona serata….ho riflettuto parecchio prima di inviarVi questa lettera aperta con la speranza che possiate pubblicarla.

Inutile ritornare sulle vicende che hanno caratterizzato il cosiddetto “CONCORSONE DSGA” italiano, perché vi è già noto, poiché avete seguito e noi con voi tutte le fasi che si sono susseguite fino ad oggi. Voglio utilizzare un linguaggio semplice e chiaro, scorrevole e incisivo….che possa arrivare in modo inequivocabile fino alle, ALTE e NON, sfere del MIUR….compreso il Sig. Ministro BUSSETTI…che ha tanto speso parole ed energie in merito…..Come è noto a tutti la prima fase del grande “EVENTO” si è conclusa in modo reale per alcune regioni e oserei azzardare surreale per altre ( anche se i dati non ci sono per tutti, il trend ormai è ben chiaro), perché cari politici e non il popolo italiano può essere servitore fedele …così come da dettato costituzionale… della patria , ma di certo non stupido e soprattutto dotato di grande dignità (spesso calpestata) e senso del dovere…..Vi chiederete, cari lettori il motivo e il contestuale significato di queste parole….è presto detto: chi scrive è una persona che tanti…ma tanti anni fa si è messa al servizio dello STATO per diventare una dipendente rispettosa delle regole lavorative, acquisendo le giuste conoscenze e competenze per svolgere il proprio lavoro in modo integerrimo e imparziale prima da docente e poi da amministrativa, ciò mi ha portato a un confronto con colleghi che come me, in modo altrettanto encomiabile si spendevano per apportare un contributo alle Istituzioni Scolastiche attraverso un’esperienza che, nel corso degli anni, diventava sempre più vasta e aperta ad ogni tipo di innovazione, maturando così un’esperienza sempre più solida che ha portato tanti, in modo più o meno continuativo a reggere e guidare le scuole in difficoltà. Potrei usare un linguaggio diverso….forse molto più tecnico e molto giuridico…ma…non voglio…perché l’input che mi ha spinto a scrivere è diverso dallo sfoggiare e dimostrare che anche noi….POVERI INTERNI sappiamo scrivere….Vedete questo CONCORSO è nato male, perché molto contestato e soprattutto mirato a fare fuori il personale interno, ma io mi chiedo e vi chiedo:

Può uno STATO garantista non tutelare il proprio personale interno, contravvenendo ad ogni regola e violando i contenuti dei C.C.N.L. e soprattutto delle leggi, dei decreti…che sanciscono il diritto ad una riserva reale e certa? Può lo STATO non ottemperare a certi principi sanciti soprattutto dalla COSTITUZIONE?

Che fine ha fatto la riserva dei dipendenti MIUR che da anni sono servitori dello stesso? Un unico calderone….fatti fuori da un sistema contorto, poco chiaro …dove non vige la regola democratica ma quella del più “BACIATO DALLA DEA FORTUNA”?
Perché un concorso nazionale, il cui bando definisce i criteri uniformi per tutto il territorio nazionale non fissando delle regole ben definite e precise e non indicando un punteggio minimo, permette una disparità di trattamento da regione a regione?
Perché non è stata fatta, come è avvenuto per i D.S, una graduatoria nazionale e/o parallela per la riserva?
E’ corretto sig. Ministro che in alcune regioni si passa con un determinato punteggio e in altre
(pochissime per fortuna) si rimane fuori con punteggi alti o altissimi come la scrivente e altri?
Fermiamoci a riflettere, è corretto tutto ciò?

Alla fine di questa lettera aperta, mi congedo porgendo distinti saluti, un grazie alla Redazione e un in bocca al lupo ai colleghi (che non so quanti siano) che sono stati ammessi…..

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