Per i diplomati magistrale Governo aggira le sentenze. Lettera

di redazione
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Marta Boni – Bussetti sosteneva la necessità di applicare la Plenaria, mentre hanno fatto il contrario: peggio di così non avrebbero potuto fare. 

Queste non sono ipotesi, purtroppo sta accadendo realmente. Da una parte precari senza requisiti con la volontà di accaparrarsi il “posto fisso” col solo diploma magistrale senza alcun concorso superato e molte volte mai tentato, ma incoraggiati dai sindacati divenuti dei veri e propri “ricorsifici”, dall’altra la richiesta di GIUSTIZIA e applicazione della Legge da parte dei precari che con lo stesso diploma hanno però superato concorsi o addirittura conseguito lauree per poter auspicare al ruolo e insegnare nella scuola pubblica, come richiesto dal MIUR e dalla legislazione scolastica.

La Sentenza delle Plenaria del dicembre 2017 si è espressa in modo netto sulla vicenda, ed ha sancito che un vecchio diploma da solo non basta per accedere al ruolo, ma è utile solo per partecipare ai concorsi e stipulare contratti a tempo determinato.

Perché si cerca ora di andare contro le Leggi e contro la Giustizia in un modo così palese?
Perché sulla vicenda non si fa chiarezza e si danno invece ai cittadini ignari informazioni distorte?
Nessun licenziamento di massa, perché mai queste precarie sono state assunte a pieno titolo, ma solo in attesa di una sentenza, quindi assunte “con una clausola” che esse stesse hanno firmato.

La Plenaria si è espressa, ma nulla è cambiato.  Essa è stata infangata e i giudici ignorati.

A quanto pare questo è stato il giochetto dei sindacati: “intanto immesse, poi con qualche escamotage scorretto fatte permanere.”

Il governo ha fatto il resto, nonostante la Legge contraria, calpestando i diritti di migliaia di docenti meritevoli, che non hanno cercato “scorciatoie” per entrare in ruolo, ma che hanno sempre seguito le regole, le LORO REGOLE.

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