Per gli errori nelle GPS ci sono docenti precari che rischiano di non lavorare. Lettera

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inviata da Adele Falleti – Sono una cittadina dello Stato Italiano prima ancora che una docente precaria e sono profondamente indignata per il trattamento riservato agli insegnant, dal sistema di reclutamento del personale a tempo determinato (GPS), in un momento cosi difficile e delicato.

Tralasciando gli aspetti connessi alla valutazione dei titoli di studio,  che sono stati improvvisamente degradati dal loro valore iniziale, mi preme centrare l’attenzione su un aspetto in particolare che mi ha lasciato quasi senza fiato, l’impossibilità di fare reclamo presso gli uffici provinciali, in modo da ovviare ad errori nella stesura della domanda e/o nell’attribuzione di punteggio.

Il sistema sembra, in questo caso, soffocante e opprimente, l’individuo e la sua voce, il diritto di replica, sono scomparsi del tutto, anzi meglio sono stati eliminati.

La burocrazia, come una macchina procede senza fermarsi anche di fronte ad errori grossolani, dietro cui però ci sono le persone e la loro vita. Per questi errori e per un’impalcatura, che voleva essere innovativa, molti docenti qualificati rischiano di non poter lavorare.

Certo si può adire alle vie legali: TAR e Presidente della Repubblica, ma con i lunghi tempi previsti e gli esborsi necessari per attivare i percorsi, sembrano pensati per dissuadere, per impedire, rinvigorendo disuguaglianze economiche e culturali. Ho avvertito uno scricchiolio della democrazia.

I docenti precari, quelli che permettono al sistema scolastico italiano di ripartire ogni anno, sono stati maltrattati, certo sono fungibili per natura, asserviti ai dettami del governo di turno.

La nostra dignità di cittadini é stata calpestata e questo crea ulteriore malessere, in un contesto e tempo complesso, difficile da vivere.

Una brutta pagina di legislazione scolastica con pesanti ricadute nella vita dei docenti precari, della scuola e degli studenti. Ammettere di avere sbagliato di solito apre le porte al cambiamento e introduce correttivi capaci di garantire le persone e non solo i sistemi, che risultano realmente efficaci solo quando riescono a soddisfare i bisogni della maggioranza degli stakeholders presenti in un contesto e non solo di  pochi, i soliti, che pensano di poter esibire successi sulla precarietà lavorativa delle persone e sulla fragilità delle loro famiglie.

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