Per diventare insegnanti laurea e concorsi, per diventare Ministro… ? Lettera

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I nuovi ministri sono appena stati eletti e già una tegola cade sulla testa della nuova ministra proprio della Pubblica Istruzione, Sig.ra Valeria Fedeli.

Non e’ un dramma che la signora in questione non sia laureata ma e’ inaccettabile che dica di esserlo quando non lo e’. Ai nostri tempi, sono piu o meno coetanea della nuova ministra, e le lauree erano quelle che erano, poche ma buone….

Infatti la signora Fedeli, presumo dopo un liceo o un istituto, si e iscritta a una scuola di assistente sociale, tenuta nell’ambito dell’Umanitaria di Milano. Il corso della durata di due anni prevedeva un diploma finale anche se il titolo non aveva un riconoscimento giuridico, anche perché la maggior parte dei diplomati veniva assorbito dai sindacati. A questo punto l’unica strada possibile sono rassegnare le dimissioni.

Se ci rassegniamo a un ministro della Pubblica Istruzione e Università non laureato non accettiamo bugie. Cosa diranno gli insegnanti ai loro alunni? Dite bugie e diventerete anche ministri? Perché mai gli insegnanti devono sottoporsi a studi continui, concorsi truffa per ottenere una cattedra e i ministri per ottenere una poltrona non devono fare nulla?

Quindi dimissioni immediate della Sig.ra Fedeli che finalmente potrà frequentare il corso universitario che ai suoi tempi non c’era o uno dei tanti corsi tenuti dall’Umanitaria per l’università della terza età.

Cordialmente

M. Grazia Galimberti

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