Per chi suona la campana: legge 107/2015 Lettera

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Non è possibile far sentire il suono delle campane a chi è sordo e, peggio ancora, è difficile far ascoltare a chi fa finta di essere sordo.

Quest’ultima categoria, infatti, decide di tapparsi le orecchie e di proseguire il suo cammino senza tener conto del suono di migliaia di campane.

Così fanno gli “ideatori” della legge 107/2015. Per un Renzi che se ne va un’altro ne ritorna, più forte e più caparbio di prima.
Democrazia vuole che si presti attenzione alle richieste dei cittadini. Cari “ideatori” della 107, vi siete mai fermati a riflettere del perché gli insegnanti rifiutano questa legge? Lo stesso Renzi dichiara che si è inimicato tutti i docenti e, grazie ad un algoritmo sbagliato, vi è compresa l’inimicizia di quegli insegnanti immessi in ruolo proprio con questa legge.

Fautori della chiamata diretta del D.S., sappiate che la scuola, fino ad ora, è stata l’unica “azienda” che non si è lasciata influenzare da pressioni provenienti da elementi esterni. I docenti in posizione utile in graduatoria, e con punteggio maggiore, vengono nominati dalle scuole proprio in base al loro punteggio. Tutto chiaro e limpido.

I 36 requisiti stabiliti (tra l’altro indicativi) a livello nazionale per la scelta dei docenti, non valorizza le scelte collegiali in quanto è sempre il D.S. a scegliere. In base a che cosa? Non si parla di punteggio, si potrebbe parlare, invece, di possibili pressioni e di amicizie di vecchia data. Il merito, le abilità, le competenze di cui tanto parlate, sono requisiti posseduti da tutti i docenti e il D. S. ha da sempre avuto la facoltà di “correggere il tiro” quando l’azione didattica di un insegnante non rispetta pienamente i requisiti richiesti. Il troppo potere fa male, dichiarano alcuni dirigenti consapevoli. E a ragione. Un esempio lampante siete voi, Governo, che degli scandali ne avete fatto una bandiera. Dietro compensi, favoritismi e somme di denaro elargite incarichi a chi non li merita, appalti truccati e gare finte. Lasciate fuori la scuola da tutto ciò. Ogni dirigente con la 107 può decidere quali e quanti criteri adottare per la chiamata diretta di un soggetto ben preciso, a discapito di chi ha anni di esperienza alle spalle ma poche amicizie.

La 107 pretende che gli insegnanti con 36 mesi di servizio rimangano a casa mentre l’Europa dichiara che debbano essere assunti. Facciamo parte della Comunità Europea solamente quanto ci fa comodo. Ci si scervella per attivare pas, tfa e concorsi per docenti che insegnano da anni solamente per rimpinguare le casse dello Stato e delle Università. Non si potrebbe spiegare altrimenti. E’ un paradosso testare ancora la “bravura”degli insegnanti dopo che gli stessi hanno insegnato, e continuano ad insegnare nella scuola. Ci si scervella come conciliare seconda e terza fascia di istituto. Gli insegnanti (forse ancora per poco) per ogni anno di lavoro acquisiscono un punteggio. Graduate secondo il loro punteggio. Tutti sono insegnanti e tutti possiedono titoli che abilitano all’insegnamento e, facendo riferimento alla normativa europea, superati i 3 anni di attività professionale tale esperienza è considerata di valore abilitante. Chiudo con una riflessione “pensare che il vecchio Pd era e stava dalla parte degli insegnanti”

professoressa Maria Di sciacca

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