Per certi argomenti delicati, gli interventi di esperti potrebbero offrire ai docenti materiale interessante e fruttuoso. Lettera

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Inviata da Ceriani Andrea – Spettabile Direzione un Suo lettore, in un lungo messaggio del 26 dicembre, lamentava, con toni aspri e ironici, la trasformazione o la deformazione della scuola in un gran contenitore dove gettare ogni ‘cosa’.

L’intervento tendeva, soprattutto, a stigmatizzare l’intrusione (o l’invasione) nelle aule scolastiche di presenti specialisti (almeno teorici) dell’educazione, incaricati dall’ “Alto” di ‘sensibilizzare” gli allievi, in poche ore (veramente dei fenomeni!) su tematiche delicate e importanti (non di rado i problemi più cogenti e attuali).

“Come possono tali intellettuali, poco abituati a frequentare aule scolastiche, essere veramente utili per la crescita, la responsabilizzazione e la maturazione dei discenti?”.

Questo si chiedeva ( retoricamente ) lo scrivente, invitando, invece, le Autorità a lasciare la scuola ai docenti che vivono per un lungo periodo insieme ai ragazzi, li conoscono bene e sanno come operare al meglio per una loro formazione corretta e completa che abbracci ogni aspetto della vita.

Non posso che essere d’accordo col collega, considerato che anch’io, talvolta, subisco tali ‘colte’ presenze, non sempre desiderate.
Detto questo, però, occorrono, a mio modesto avviso, due precisazioni:
– La scuola considerata ‘contenitore’, dove mettere qualunque materia (o pseudo-materia) dalla presunta valenza educativa, è un’invenzione antica. Bisogna ritornare agli anni ‘70 e alla riforma della scuola media unica. Certo, nel tempo questo orientamento ha preso campo anche nella secondaria superiore di secondo grado. Così si è passati prima a introdurre qualche materia in più (spesso superflua ), poi ad accostare al curricolo ufficiale di ogni percorso post-media una variegata serie di progetti ‘quasi didattici’ che avessero qualche vaga attinenza con i vari itinerari didattico-formativi, infine si è pensato di completare il tutto con l’obbligo all’alternanza scuola- lavoro.

Sì, la scuola è diventata un vero contenitore o un calderone (in espansione) arricchito ancora di più con ‘discipline’ fantasma, come la misteriosa ‘educazione alla cittadinanza’ o dalle discutibili prove INVALSI a cui i malcapitati discenti devono sottostare.

Probabilmente ho dimenticato qualcosa (l’intelligenza artificiale?), ma è certo che, in questo senso, la scuola è un contenitore, anzi, un ‘pozzo senza fondo’.
– E’ vero, la presenza attiva di ‘estranei’ nella scuola, benché qualificati, potrebbe non rilevarsi così necessaria né tanto meno utile.

Consideriamo però che, per certi argomenti ‘delicati’, gli interventi di veri esperti (misurati nel numero e nel tempo) potrebbero offrire ai docenti (che non sono certo omniscienti) materiale interessante e fruttuoso, eventualmente da approfondire e studiare, per portare avanti, nel tempo, insieme alla classe un discorso su una determinata e complessa tematica (dai risvolti sociali) e ciò forse contribuirebbe (e non poco) alla crescita civile ed umana dei discenti.

Insomma, qualche intervento (magari durante le Assemblee di Istituto) di relatori bravi e preparati, capaci di condividere informazioni e ragionamenti validi e corretti su questioni importanti, non è certo da ‘condannare’, al contrario, da apprezzare e valorizzare per implementare la nostra azione formativa ed educativa. O no?

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