Peppino Impastato, parla il fratello: “Sono molto amareggiato. I ragazzi sono stati strumentalizzati”

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“Sono molto amareggiato, dispiaciuto”. Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il coraggioso attivista antimafia ucciso dalla mafia nel 1978, non riesce a nascondere la sua delusione di fronte al no secco degli studenti del liceo scientifico Santi Savarino di Partinico all’intitolazione della scuola a suo fratello.

Il 73,2% degli studenti (997 su 1335) ha respinto la proposta, scatenando un vespaio di polemiche. Giovanni Impastato punta il dito contro la “peggiore politica della destra” che governa Partinico dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. “Credo che i ragazzi siano strumentalizzati”, afferma.

Dietro il no a Peppino Impastato, secondo il fratello, c’è l’ombra di chi “vuole far dimenticare il suo impegno civile e la sua lotta contro la mafia”. Ma chi era Santi Savarino, il cui nome la politica di destra di Partinico vuole invece tenere a cuore?

Savarino, giornalista e scrittore, era un senatore della Democrazia Cristiana con “acclarati contatti con esponenti mafiosi”, come ricorda Giovanni Impastato, e si era addirittura schierato a favore delle leggi razziali.

“Possibile che così tanti studenti siano stati strumentalizzati?”, si chiede Giovanni Impastato. Forse, oltre alla strumentalizzazione politica, c’è anche un problema culturale: “Molti di quei ragazzi non conoscono la figura di Peppino Impastato”, sostiene il fratello, che ha chiesto al dirigente dell’istituto di poter parlare a scuola per raccontare agli studenti l’impegno civile di Peppino.

“Peppino fu una figura di rottura contro la mafia e i fascisti”, sottolinea Giovanni Impastato, “era divisivo solo nei loro confronti”. Per questo motivo, “tantissime scuole, da Sud a Nord, sono intitolate a lui”.

Cosa accadrà adesso a Partinico? La polemica è destinata a non placarsi. “Mi spiace che la strumentalizzazione politica stia facendo fare una cattiva figura a studenti e insegnanti del liceo scientifico”, conclude Giovanni Impastato. “Sicuramente, oggi il nome di Peppino è ancora scomodo in certi ambienti perché all’interno del movimento antimafia è una figura apprezzata e stimata. Anche dal mondo cattolico”.

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