Pensioni con quota 100 o aumenti stipendiali del 30%. I particolari

di redazione
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Quota 100 è una delle misure pensionistiche di cui si parla di più in questi ultimi giorni, anche perché potrebbe essere realizzata da qui a breve, e introdotta nella prossima Legge di Bilancio.

Quota 100

  • in pensione quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è pari a 100 con almeno 35 anni di contributi;
  • proroga “opzione donna” che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo.

Superbonus 30%

Il superbonus spetterebbe a quei lavoratori che, pur raggiungendo i criteri indicati dalla quota 100 per accedere alla pensione rimanderebbero in avanti questo momento, beneficiando di un aumento stipendiale del 30% su cui non verrebbero però pagati i contributi previdenziali. E quindi un sostegno immediato, ricompensa per il lavoro svolto, ma il lavoro non costrruirebbe più niente per il futuro.

Certo è che se questo bilanciamento, o una forma simile, dovesse essere introdotto, molti lavoratori si troverebbero a dover scegliere e comunque l’effetto di impatto della quota 100 sulle assunzioni andrebbe a mitigarsi. Con quota 100 infatti per quanto riguarda la scuola ci si aspetta un maxi pensionamento di 100mila docenti e 47mila ata. Con la quota 100 in pensione 100 mila docenti e 47 mila ATA. Hai i requisiti? Quali sono

Si tratterebbero sostanzialmente, di circa tre anni di lavoro in meno.

Ricordiamo inoltre che nel contratto di Governo viene indicata anche una spesa massima per il pensionamento dei quota 100. Non si danno indicazioni circa i criteri di accoglimento delle richieste, se riguarderanno aspetti legati ai requisiti o addirittura legati alla tempistica di presentazione della domanda.

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