Pensioni, speranza di vita in calo: requisiti invariati fino al 2026. Decreto in Gazzetta Ufficiale

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Il decreto del 18 luglio 2023 del Ministero dell’Economia, in accordo con il Ministero del Lavoro, ha ufficializzato che i requisiti di accesso alla pensione per gli anni 2025-26 rimarranno invariati rispetto agli attuali.

Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 17 ottobre 2023.

La normativa prevede un aggiornamento biennale dei requisiti pensionistici, correlato alla variazione della speranza di vita dei 65enni, come delineato dall’Istat. I dati dell’Istat indicano una diminuzione di un mese della speranza di vita, ma ciò non influenzerà negativamente i requisiti per il pensionamento.

La legge stabilisce che gli adeguamenti dei requisiti, da un biennio all’altro, non possono incrementare di più di tre mesi, e non sono effettuati in caso di riduzione della speranza di vita, a meno che non vengano recuperati in sede di adeguamenti successivi.

Nel biennio 2025-26, per accedere alla pensione di vecchiaia, saranno necessari 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Le stesse condizioni saranno valide sia per il sistema misto che per quello contributivo, quest’ultimo con un primo assegno di importo non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale.

La pensione anticipata contributiva sarà raggiungibile a 64 anni con 20 anni di contributi e un primo assegno non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale. Mentre, la vecchiaia contributiva sarà ottenibile a 71 anni con almeno 5 anni di contribuzione.

Per chi svolge attività usuranti o per i “precoci”, i requisiti rimangono inalterati. I “precoci” dovranno avere 41 anni di contributi, con almeno dodici mesi di contribuzione effettuata prima dei diciannove anni di età.

Il DL 4/2019 ha introdotto un congelamento che persiste fino al 2026, mantenendo invariati i minimi per la pensione anticipata nel sistema misto.

Il decremento complessivo di quattro mesi nella speranza di vita, sommando il calo di 3 mesi registrato per il biennio 2023-24, costituirà un “tesoretto” utile a compensare future variazioni positive dell’aspettativa di vita dei 65enni.

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