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Pensioni scuola: per maestri ed educatori scuola di infanzia quota 41 anche nel 2021, come fare

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Pensione con quota 41 anche nel 2021: vediamo come funziona nella scuola.

La quota 41 è una misura strutturale e quindi in funzione anche nel 2021. Una misura destinata in primo luogo a lavoratori che rientrano tra i precoci. E poi bisogna essere alternativamente disoccupati, invalidi, con un parente invalido a casa o alle prese con uno dei 15 lavori gravosi previsti dalla normativa vigente. Proprio tra i lavori gravosi rientra uno spaccato del mondo della scuola, cioè i maestri e le maestre della scuola di infanzia e gli educatori degli asili nido.

Quota 41 nel 2021, i requisiti

Quando si parla di quota 41 non si parla di quella quota 41 tanto agognata dai più. La quota 41 in vigore non è quella “per tutti”, ma quella per i precoci. Per poter avere accesso alla quota 41 serve un anno di contribuzione versato prima del compimento dei 19 anni di età. 12 mesi di contribuzione versati anche in maniera discontinua.

Ricapitolando, per poter lasciare il lavoro con questa misura ormai strutturale, occorrono 41 anni di contributi versati di cui uno prima del compimento dei 19 anni di età ed a prescindere dall’età del lavoratore.

Maestre, maestri ed educatori, per loro quota 41

Nel comparto scuola la quota 41 è misura specificatamente destinata ai maestri ed alle maestre delle scuole dell’infanzia e agli educatori degli asili nido. Questo perché tali attività lavorative sono state inserite tra le 15 attività di lavoro gravoso a cui oltre a quota 41 è destinata anche l’Ape sociale.

Insegnanti della scuola di infanzia e educatori degli asili nido quindi, sono attività talmente logoranti che il legislatore ha voluto dedicare loro alcune misure di pensionamento anticipato. L’attività lavorativa per poter avere accesso alla quota 41 occorre che sia stata svolta per 7 degli ultimi 10 anni di carriera o al massimo per 6 degli ultimi 7.

 Il comparto scuola rispetto a qualsiasi altro settore lavorativo, anche agli altri comparti della Pubblica Amministrazione, funziona a finestra unica di uscita, quella canonica di settembre, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.

Per chi pensa di uscire con quota 41 la domanda va presentata entro marzo . Parliamo della domanda di certificazione del diritto alla pensione. Con questa istanza il lavoratore chiede all’Inps che venga certificato il proprio diritto ad uscire dal lavoro con la quota 41. E sarà l’Istituto Previdenziale a rispondere al lavoratore entro il mese di giugno se la domanda è stata accolta o meno e se il diritto al pensionamento del lavoratore può dirsi maturato.

Al riguardo occorre ricordare che i 41 anni di contributi necessari per chi presenta domanda di pensione possono essere completati anche entro la fine dell’anno in cui si presenta domanda. Va altresì ricordato che il dipendente è tenuto a presentare domanda di cessazione dal servizio e4ntro il 7 dicembre. Per quanto riguarda la quota 41, così come per l’Ape sociale, se la domanda di certificazione del diritto alla pensione è stata già presentata e l’esito dell’Inps già ottenuto positivamente, il dipendente ha facoltà di presentare la domanda di cessazione in servizio anche in forma cartacea ed entro la fine del mese di agosto.

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