Pensioni scuola, lo stop della Fornero, la reazione dei sindacati

di
ipsef

red – Ieri abbiamo tempestivamente ripreso le parole del Ministro Fornero sulle pensioni scuola. Il Ministro, durante un question time, ha così affermato: "Per quanto possa umanamente comprendere questi lavoratori non la ritengo un’ingiustizia e dunque non credo che possiamo tornare su questa questione riportando indietro le lancette a favore della categoria dei lavoratori della scuola". Pubblichiamo le reazioni dei sindacati.

red – Ieri abbiamo tempestivamente ripreso le parole del Ministro Fornero sulle pensioni scuola. Il Ministro, durante un question time, ha così affermato: "Per quanto possa umanamente comprendere questi lavoratori non la ritengo un’ingiustizia e dunque non credo che possiamo tornare su questa questione riportando indietro le lancette a favore della categoria dei lavoratori della scuola". Pubblichiamo le reazioni dei sindacati.

Cisl. Scrima a Fornero: chiediamo giustizia non umana comprensione
Sui pensionamenti il personale della scuola non chiede "umana comprensione", ma di rimediare a provvedimenti iniqui e discriminanti. Lo diciamo al ministro del lavoro, che in Parlamento ha escluso la possibilità di rivedere le norme sui requisiti di accesso alla pensione.
Quando chiediamo di spostare al 31 agosto 2012, anziché al 31 dicembre 2011, la data a cui fare riferimento per la maturazione dei requisiti di accesso al pensionamento con le regole precedenti, non rivendichiamo privilegi ma solo di tener conto che i lavoratori della scuola, a differenza di tutti gli altri, possono lasciare il servizio solo e unicamente il 1° settembre, così come dal 1° settembre decorre normalmente la stipula dei loro contratti.
Anche in questa occasione, peraltro, si fatica a comprendere se ci sia – e quale sia – una linea condivisa sia all’interno del governo, sia nel rapporto tra il governo e la maggioranza che lo sostiene.


Anief: sulle pensioni il Ministro Fornero sbaglia
Da decenni i lavoratori della scuola vanno in pensione il 31 agosto. I giudici non potranno che darci ragione. E non solo per questo: l’insegnamento è tra le professioni più a rischio burnout e va inserita nella categoria di quelle usuranti.

L’Anief giudica offensive le parole del Ministro del Welfare, Elsa Fornero, che durante il question time alla Camera ha chiuso alla possibilità ai lavoratori della scuola di concedere deroghe ai requisiti per andare in pensione: il sindacato sostiene che non si tratta di riportare “indietro le lancette a favore dei lavoratori della categoria della scuola”, come ha dichiarato il ministro, ma solo di adottare una regola di equità per dei lavoratori che da decenni lasciano il servizio in corrispondenza del termine dell’anno scolastico.

“Il Ministro Fornero – ha dichiarato il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico – continua a non comprendere che le nuove regole sulle pensioni toccano i diritti acquisiti del personale della scuola, che da sempre matura l’anno di servizio nell’estate successiva rispetto all’approvazione della norma: è evidente dunque che di fronte a tale disparità di trattamento dei lavoratori, il giudice non potrà non riconoscere la normativa specifica in ambito scolastico”.

Il giovane sindacato ritiene inoltre ingiusto che la scuola non risulti tra le professioni usuranti: “vorrei ricordare che nel comparto pubblico – ha detto il rappresentante dell’Anief – l’attività di insegnamento è tra quelle lavorative più stressanti e per questo motivo ad alto rischio ‘burnout’. Pertanto chiederemo ai giudici di riconoscere l’attività di docenza come usurante e come tale di garantire ai suoi lavoratori la stessa ‘finestra’ concessa ai privati”, ha concluso Marcello Pacifico.


FGU. Pensioni, il ministro Fornero non ha idea di come funzioni la scuola
» in Comunicati Il commento di Rino Di Meglio alle dichiarazioni rese dal titolare del Welfare, nel corso del question time di oggi alla Camera
mercoledì 7 marzo 2012

"Un ministro che non ritiene un´ingiustizia stoppare il mantenimento delle vecchie regole del sistema pensionistico al 31 agosto per la categoria degli insegnanti dimostra di non avere nessuna idea di come funzioni il mondo della scuola».

Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, commenta così le parole pronunciate dal titolare del Welfare, Elsa Fornero, nel corso del question time di oggi alla Camera.

"Persino un semplice studente – rincara la dose il sindacalista – comprende bene che per chi lavora a scuola il termine per i requisiti di pensione non cade il 31 dicembre e che, quindi, anche il computo dei contributi viaggia al ritmo dell´anno scolastico".

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