Pensioni, scadenza al 23 ottobre per il personale scolastico e al 23 febbraio 2024 per i dirigenti scolastici. Anief: “Riconoscere la specificità del comparto Istruzione”

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Si è concluso mattina l’incontro tra il ministero e le parti sindacali in tema di collocamenti a riposo e pensionamenti sia per il comparto dei dipendenti sia per le aree dirigenziali dell’istruzione; l’informativa aveva ad oggetto le bozze del DM sulle cessazioni e della relativa circolare contenente le istruzioni operative.

Le date ultime per la presentazione delle domande di pensionamento dal 1° settembre 2024 sono state fissate al 23 ottobre 2023 per il personale dipendente e al 28 febbraio 2024 per il personale dirigente. Sempre entro le medesime date gli interessati avranno la facoltà di revocare le istanze, ritirando, tramite POLIS, la domanda di cessazione precedentemente inoltrata.

Il termine del 23 ottobre 2023 dovrà essere osservato anche da coloro che, avendo i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) e non avendo ancora compiuto il 65° anno di età, chiedono la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico.

All’incontro erano presenti per ANIEF i segretari generali Chiara Cozzetto, Gianmauro Nonnis e Giovanni Portuesi.

Durante l’incontro, prettamente illustrativo delle modalità di presentazione, inoltro e lavorazione delle istanze, sono emerse le criticità del sistema pensionistico del sistema di istruzione che, nonostante le diverse modalità per la maturazione dei requisiti, continua a non tenere conto delle specificità del comparto e dell’area.

ANIEF ha segnalato la necessità che si proceda ad implementare il sistema informatico dando la possibilità ai pensionandi di potere considerare la possibilità di altre opzioni, in subordine a quelle richieste, qualora dalla lavorazione della domanda emerga la mancanza dei requisiti dopo la scadenza dei termini di presentazione; si è inoltre insistito sulla necessità che l’utilizzo del sistema passweb sia reso più snello ed agibile per gli operatori delle segreterie scolastiche già gravemente oberate di compiti amministrativi. Richiesti, infine, i dati sui c.d. pensionamenti tardivi per verificare quanti posti sono stati sottratti alla mobilità ed alle immissioni in ruolo a causa del ritardo nella conclusione delle pratiche.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ritiene che sia giunto il momento, in assenza di una revisione complessiva del sistema previdenziale e il superamento della Legge Monti-Fornero, di provvedere alla contribuzione gratuita da parte dello Stato di tutti gli anni di formazione universitaria, di rivedere le norme sui contributi e di introdurre per il personale della scuola una ‘finestra’ specifica che tenga conto dell’alta percentuale di burnout nel settore e quindi di includere l’insegnamento, a tutti i livelli, nella lista delle professioni logoranti e che quindi permettono di anticipare l’uscita dal lavoro a 62 massimo 63 anni senza tagli all’assegno pensionistico. Per il futuro non è accettabile che un giovane lavori fino a 74 anni, per avere una pensione pari al 60% dell’ultimo assegno.

“Tra il personale scolastico – ha aggiunto Pacifico – c’è un alto rischio di burnout e servono soluzioni concrete per evitare di lasciare il lavoro con patologie che gravano sulle persone e sullo stato sociale: iniziamo a riconoscere il riscatto gratuito degli anni di formazione universitaria, ad estendere il carattere gravoso del lavoro a tutto il personale, ad introdurre agevolazioni fiscali e investimenti appropriati per le pensioni complementari per rivalutare anche quello che ad oggi è soltanto un contributo figurativo da parte dello Stato”.

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