Pensioni, rischio crac. Bisogna riformare la riforma Fornero, si pensa a flessibilità e penalizzazioni per ricambio generazionale

di
ipsef

red – L’Inps è a rischio crac. Il ragionamento degli esperti è semplice: il quadro macroeconomoco su cui le riforme di questi anni sono state tarate  non c’è più, a meno di una ripresa economica. Quindi?

red – L’Inps è a rischio crac. Il ragionamento degli esperti è semplice: il quadro macroeconomoco su cui le riforme di questi anni sono state tarate  non c’è più, a meno di una ripresa economica. Quindi?

Se pensavate che le riforme sulle pensioni fossero un ricordo lontano e che la riforma Fornero, che ha comportato nel caso della scuola un dimezzamento dei pensionamenti, fosse un ricordo lontano, vi sbagliavate.

Perché? Fino a quando il Pil calerà, ci sarà meno lavoro, quindi meno contributi versati, quindi meno pensioni.

A dettare legge è l’andamento economico: se non ci sarà la ripresa il sistema collasserà su se stesso.

Riformare. Come?

Il Governo è già a lavoro, intanto per trovare i fondi per il rifinanziamento della Cassa integrazione guadagni: un intervento tampone che non risolve certo il problema, neppure per tutto il 2013.

Poi, riformare la Fornero, ma senza ripresa non ci sarà tenuta.

Quindi si pensa ad un sistema di incentivazione della flessibilizzazione delle possibilità di uscita in cambio di una decurtazione, un pezzettino, delle pensioni. Lo scopo è il ricambio generazionale.

Insomma, la tenuta del sistema pensionistico verrebbe affidata ai pezzettini di pensione e ai contributi che le future generazioni dovranno pagare per mantenere le pensioni della precedente, sperando che nel frattempo i licenziamenti non facciano nuovamente vacillare il tutto.

La domanda che ci poniamo è: quanto converrà ad un docente rinunciare ad un pezzettino del suo misero stipendio per anticipare di qualche anno la pensione? Perché ilr ischio è un assegno pensionsitico di livello inadeguato.

Vedremo quali saranno le decisioni del Governo.

Di certo è che si potrà avviare il progetto solo se ci sarà una deroga del vincolo del 3% per le spese a favore dell’occupazione, perché l’operazione ha un costo e incompatibili con i vincoli di bilancio, come ha sottolineato il Mnistro Giovannini.

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