Pensioni quota 41, dal prossimo anno cambierà. Come? Riforma dal 2020

di redazione
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Riforma pensioni, sempre al centro del dibattito politico con quota 41 e quota 100. Ma per la prima pare ci siano tempi duri. Di cosa si tratta e come cambierà nei prossimi mesi.

Problema sostenibilità economica pensioni

I costi della riforma delle pensioni che è stata promessa dal governo giallo-verde pare abbia lanciato l’allarme all’interno della maggioranza stessa, con il Ministro dell’economia che ha dato lo stop. I costi della riforma quota 100 e quota 41, infatti, si aggirerebbero intorno agli 11 miliardi di euro nell’immediato e 18 a regime. Una cifra non sostenibile al momento, tanto che si stanno pensando a dei correttivi.

Cos’è quota 41

Non è una novità, si tratta di un provvedimento che esiste già e che consente di andare in pensione prima a quei lavoratori detti precoci che, indipendentemente dall’età anagrafica, hanno cumulato 41 anni di contributi versati. Dal 2019 saranno necessari 5 mesi in più. Questo perché la quota 41 così come attuata al momento subirà una modifica da gennaio a seguito dell’adeguamento con le aspettative di vita. I lavoratori precoci, così, dovranno maturare 41 anni e 5 mesi di contributi se vorranno smettere di lavorare prima degli altri.

Da quota 41 a quota 42

Tra le ipotesi sul tavolo del Governo c’è  una modifica della quota 41, a seguito delle difficoltà economiche che richiede e di cui abbiamo parlato precedentemente. L’alternativa sul tavolo è quella di portare la quota 41 a quota 42, innalzando di un anno il requisito contributivo previsto.

Soluzione frutto di indiscrezioni, dato che al momento di quota 41 non se ne sta più parlando, dato che sarà sul tavolo di riformulazione non prima del 2020.

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