Pensioni Quota 103, la mossa del Governo per scongiurare la legge Fornero. Le ultime notizie

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La legge di bilancio è senza dubbio il tema che ci accompagnerà nelle prossime settimane. Anche se (al momento) non sono previsti interventi diretti per la scuola, diverse misure allo studio hanno ricadute anche sui lavoratori del settore istruzione. Fra queste, quella più delicata, è la questione pensioni.

Il Governo già da settimane è allo studio di una misura che possa scongiurare il ritorno della legge Fornero. Dopo la non riconferma di Quota 102, per il 2023 entrerebbe in vigore Quota 103,

Con tale provvedimento si permetterebbe la via d’uscita dal lavoro a chi ha 62 anni di età e 41 anni di contributi.

L’operazione potrebbe costare al Governo all’incirca 700 milioni di euro (1,4 miliardi nel 2024) e consentirebbe ad una platea di 45-50 mila persone di lasciare il lavoro in anticipo rispetto ai 67 anni previsti dalla legge Fornero. Probabile, però, che le uscite reali siano di meno, circa 25mila.

La riforma più ampia, secondo alcune indiscrezioni, preluderebbe l’uscita con il solo requisito contributivo, fissato a 41 anni, senza nessun vincolo anagrafico.

Il governo, tuttavia, dovrebbe muoversi verso il rinnovo di strumenti ormai collaudati, come Opzione donna e Ape social.

Nelle prossime ore, dunque, si capirà meglio su cosa punterà l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni su un tema veramente importante per tutti i lavoratori.

La legge di bilancio

Il disegno di legge è previsto in Consiglio dei Ministri domani 21 novembre: il valore della manovra sarà di 30-32 miliardi di euro. Di certo sono sul piatto i 21 miliardi di euro che derivano dal quadro programmatico della Nadef (Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza), in cui il rapporto deficit/Pil per il prossimo anno è stato portato al 4,5%, contro il 3,4% a livello tendenziale.

Le altre risorse arriveranno probabilmente dalla tassa sugli extraprofitti dell’energia. Dopo il via libera in Consiglio dei Ministri, il ddl passerà in esame alla commissione Bilancio della Camera per poi approdare in Aula intorno al 20 dicembre. Seguirebbe poi un passaggio formale in Senatoper il via libera definitivo a ridosso di Natale.

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