Pensioni quota 100, tagli alla legge di Bilancio in Senato

di Elisabetta Tonni
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Pensioni quota 100 diventa l’argomento scottante della settimana.  Approvata la legge di Bilancio alla Camera, il testo dovrà andare al vaglio dell’aula di Palazzo Madama che apporterà modifiche. 

Pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza sono fra i punti maggiormente sotto osservazione e su cui non accenna a diminuire la dialettica fra maggioranza e opposizione.

Nella legge di Bilancio, in realtà, sulle pensioni quota 100 è inserita solo la copertura finanziaria, esattamente come per il reddito di cittadinanza. I dettagli, infatti, sono demandati a un testo legislativo su cui ancora non trapela nulla in termini di periodi per l’accesso alla quiescenza. Sembrano tuttavia assodate le condizioni già note, prima fra tutte quella dei 38 anni di contributi vincolanti sull’età anagrafica se questa differisce dai 62 anni necessari a raggiungere quota 100.

Una novità importante arriverà a metà settimana: entro mercoledì, stando a quanto si legge su Wall Street Italia, il Governo presenterà la revisione del piano di Bilancio all’Unione europea. Sulla manovra finanziaria da 37 miliardi pende sempre la spada di Damocle dell’apertura della procedura d’infrazione per deficit eccessivo anche in relazione al carattere considerato dall’Unione europea di scarsa efficacia a rilanciare l’economia.

La revisione della legge di Bilancio al Senato è già stata annunciata. Infatti rispetto al testo votato a Montecitorio dopo aver ottenuto la fiducia, bisognerà ridurre proprio l’ammontare delle coperture di reddito di cittadinanza e quota 100. Già da qualche giorno, il vice presidente del Consiglio, Luigi di Maio, aveva cominciato a dire che il Governo si stava accorgendo di riuscire a realizzare queste due misure con un ammontare inferiore a quello inizialmente previsto. Insomma, si sono sbagliati a fare i conti in eccesso.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha detto, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, che vuole attendere i calcoli della Ragioneria dello Stato e dell’Inps per sapere di quanto sarà ridotto lo stanziamento per pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza. Ha così confermato che ci sarà un taglio del deficit che dal 2,4% votato a Montecitorio dovrà scendere. Il quesito su cui ci si eserciterà fino a notizie certe è se si arriverà a quell’1,9%, massimo 2% tollerato da Bruxelles.

Le modifiche si ripercuoteranno anche sui lavoratori nel settore scolastico. Quota 100 dovrebbe decollare a marzo 2019. Le date sono state comunicate dal vice presidente del Consiglio, Di Maio. “A fine marzo partirà il reddito – ha detto Di Maio – con sgravio contributivo pari al reddito e quota 100 che partirà tra febbraio e marzo”.

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