Pensioni quota 100 statali, possibili penalizzazioni. 5 anni per avere il TFR

di redazione
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No a pensioni quota 100 nella legge di bilancio per gli statali, si farà un provvedimento ad hoc chiamato “pacchetto pensioni” di cui circolano già le prime bozze.

Perché?

Nella legge di bilancio sarà inserita soltanto la copertura finanziaria per le pensioni, ma i provvedimenti per gli statali saranno fatti a parte. Una novità dell’ultima ora che è stata dettata dalla necessità di prendere tempo perché al Governo si sono resi conto che con le regole elaborate (62 anni e 38 di contributi) si sarebbero svuotati gli uffici. Un problema che avrebbe toccato settori delicati come sanità e istruzione per i quali il prossimo anni ci sarebbero stati seri problemi nella gestione.

Penalizzazioni

Quindi dal Governo si pensano a delle penalizzazioni per gli impiegati pubblici come deterrente alla possibile fuga in pensione.

Ritardo nel TFR

Tra le possibili penalizzazioni c’è quella relativa ad un possibile ritardo nel pagamento del TFR. Sappiamo, infatti, che il TFR/TFSviene pagato in 24 mesi (più altri 3 mesi di tolleranza) nel caso in cui abbiano cessato il servizio per dimissioni volontarie o in caso di pensionamento anticipato (qual è appunto la Quota 100). I tempi si riducono a 12 mesi per chi ha raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia e a 105 giorni per chi è stato dispensato per inabilità (o anche per i decessi).

Per quanti opeteranno la quota 100 andando in pensione a 62 anni, si pensa ad un tempo fino a 5 anni per il pagamento del TFR/TFS, pagando la somma al compimento dei 67 anni.

Altra soluzione in cantiere è quella della liquidazione della somma ricorrendo a un anticipo bancario che verrebbe poi restituito, dal Tesoro stesso, in 5 anni.

Finestra di sei mesi

Altra possibile penalizzazione che, a quanto pare, è presente nella bozza del “pacchetto pensioni”, riguarda una finestra di sei mesi per ricevere l’assegno. L’assegno, per quanti aderiranno alla quota 100, sarà consegnato dal primo luglio 2019.

Nella bozza si precisa che a fronte di requisiti maturati dal primo gennaio 2019 “il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico è conseguito trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti“.

Si tratta ancora di soluzioni possibili e di soluzioni presenti in bozze, nulla di definitivo. Nelle prossime ore avremo sicuramente delle notizie in più.

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