Pensioni quota 100 statali, per accedervi devi fare prestito in banca. Soluzione allo studio

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Sarebbe una delle possibilità allo studio quella di legare le pensioni quota 100 ad un “prestito ponte” per non far pesare le spese sulle casse dello Stato.

La proposta

Gli impiegati pubblici, incluso il personale della scuola, potrebbe essere costretto per accedere alle pensioni quota 100 (almeno 62 anni di età e 38 di contributi) ad un anticipo bancario del trattamento di fine servizio o rapporto con il rimborso degli interessi che, però, saranno pagati dallo Stato.

Non è una novità

Infatti, questo tipo di soluzione è stata già adottata per l’Ape volontaria. In questo modo coloro che accederanno alle pensioni quota 100 potranno accedere in tempi brevi al primo rateo di tfs/tfr, invece di attendere anche oltre due anni.

Si tratta di una notizia che va in direttrice opposta rispetto ad una precedente, che invece portava ad una ulteriore dilazione dei tempi per accedere al tfr/tfs, con lo scopo di disincentivare l’adesione alle pensioni quota 100. Suggerimento proveniente dalla ragioneria dello Stato.

Ci saranno comunque penalizzazioni

Ad ogni modo, è anche possibile che saranno accolti altri suggerimenti della Ragioneria dello Stato. Ad esempio quella di differire di tre mesi l’avvio della riforma pensioni quota 100 per gli impiegati pubblici rispetto ai privati. Questo permetterebbe di non svuotare improvvisamente alcuni settori cardine come la sanità e la scuola, con grave danno per il servizio.

Inoltre, potrebbero essere 6 i mesi di finestra prima della decorrenza della pensione. Su questo punto è intervenuta la ministra Buongiorno che ha parlato di “corretta programmazione delle sostituzioni e della concreta staffetta tra lavoratori”. E’ preoccupazione del Governo lasciare vuoti di organico.

I numeri

Solo per il settore pubblico, potrebbero essere 157mila i dipendenti con i requisiti delle pensioni quota 100. Un numero non indifferente che graverebbe non poco sui servizi e per cui si sta provvedendo a nuovi ingressi, come per la scuola dove sono previsti 12mila nuovi docenti.

Rischio penalizzazione docenti

A proposito del mondo della scuola, in caso di approvazione della norma, si rischia di replicare il caso dei quota 96, al tempo dell’avvio della riforma Fornero. Infatti, è necessario che si preveda nella nuova legge che ai docenti vengano riaperti i termini di scadenza. Se ciò non sarà fatto il rischio è che questa categoria venga penalizzare restando in servizio per altri anni pur avendo diritto alla cessazione dal servizio.

Buxelles boccia

Pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza sono stati, ricordiamolo, fortemente criticati da Bruxelles. La proposta del prestito ponte, infatti, è una soluzione che potrebbe addolcire le critiche. La sostenibilità della spesa è il nodo fondamentale. Più fonti parlano di una spesa che va dai 13 ai 15 miliardi di euro se tutti gli avente diritto (si parla di cifre superiori a 400mila persone tra pubblico e privato) scegliessero di andare in pensione. La possibilità di mettere dei paletti è la via che potrebbe dimezzare la cifra e riportare la spesa tra i 6 e i 7 miliardi di euro, come stanziato nella legge di bilancio.

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione