Pensioni quota 100, E+: è una truffa. Salvini: a casa 600 mila e largo ai giovani

di redazione
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Con le pensioni quota 100, ha detto il leader della Lega “restituiamo diritto alla pensione a circa 600mila italiani, così liberiamo i posti per altrettanti giovani che non dovranno andare all’estero”.

Guerra di numeri

E’ guerra di numeri su quanti avranno diritto alle pensioni quota 100 se la riforma andrà in porto con la legge di stabilità 2019. Infatti, secondo i dati forniti dall’ufficio parlamentare di Bilancio (Upb) coloro che potrebbero usufruire della riforma potrebbero essere 437mila: 212mila circa con una prospettiva di assegno a calcolo misto e 224mila a calcolo totalmente retributivo, il più vantaggioso come si diceva”.

Una cifra che è stata ritenuta molto alta e che potrebbe pesantemente gravare sulle casse dello stato.

Questione finanziamenti

Altro nodo importante riguarda le risorse finanziarie stanziate per le pensioni quota 100. Infatti, nella legge di bilancio, ricordiamo, non è stata data alcuna indicazione circa le regole che permetteranno a chi ne avrà diritto (62 anni e 38 di contributi) di andare in pensione. Ad essere indicata è invece la somma che si aggira intorno ai 7 miliardi.

Secondo quanto ha riportato l’ufficio parlamentare di bilancio, 437mila pensionamenti costerebbero tra i 13 e i 15 miliardi, ben più rispetto a quelli stanziati. Il costo dei 600mila che cita Salvini, sarebbe decisamente superiore.

Sulla questione risorse è intervenuto più volte il presidente INps, Boeri, che ha denunciato una mancanza di fondi, a partire dal 2020 e 2021. “Secondo tutte le nostre simulazioni– ha spiegato di recente Boeri – costa in alcuni casi un terzo in più e in altri casi addirittura due volte in più rispetto al primo anno.”

Paletti?

Per questo motivo, da più parti, si è parlato di mettere dei paletti.

E’ lo stesso ufficio parlamentare di bilancio a dare i numeri delle possibili penalizzazioni per le pensioni quota 100. Infatti, secondo le stime dell’ufficio, il taglio alle pensioni potrà andare da un minimo del 5,6% per chi andrà in pensione con un solo anno di anticipo rispetto alla legge Fornero, fino al 34,17% in caso di anticipo di 6 anni.

Un taglio che potrebbe portare, secondo alcune stime, a fare richiesta di pensionamento a numeri che si aggirnao in torno ai 200mila, la metà rispetto alle stime degli avente diritto.

Il costo? In questo caso si rientra nei fondi stanziati nella Legge di Bilancio. Parliamo, infatti, di 6,7 mld.

E’ una truffa

Di diverse vedute sulla possibilità di dare lavoro ai giovani pensionando 600mila lavoratori è Carmelo Palma di +Europa “Anche oggi Salvini, per giustificare la mitica ‘quota 100’, ha sostenuto che una delle conseguenze positive della controriforma previdenziale sarebbe un possibile aumento dell’occupazione dei più giovani, grazie al pensionamento anticipato dei lavoratori più anziani. Visto che Salvini sa perfettamente che tutti, ma proprio tutti i dati e i precedenti dei paesi avanzati dimostrano esattamente il contrario, non ci troviamo davanti a un errore, ma a una truffa deliberata”.

“Basterebbe – dice – scorrere distrattamente le statistiche Eurostat per verificare che ovunque, senza eccezioni, tra gli attuali 28 paesi dell’Ue il tasso di occupazione dei più giovani cresce insieme, e non al posto, di quello dei più anziani. Non c’è – sottolinea Palma – un solo caso che Salvini possa citare in cui il problema della disoccupazione giovanile sia stato risolto o anche solo alleviato mandando prima in pensione i lavoratori più vecchi. I giovani lavorano di più dove tutti lavorano di più. Dunque, quota 100 ha un doppio effetto negativo. Dissesta i conti pubblici e il bilancio previdenziale e danneggia il tasso di occupazione. E tutto questo avverrebbe nel paese europeo che ha il peggiore rapporto deficit/pil e il più basso tasso di occupazione complessiva – conclude l’esponente di +Europa – dopo quelli della Grecia”.

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