Pensioni quota 100, perdite fino a 500 euro. Vediamo perché

di redazione
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Su pensioni quota 100 qualche dettaglio in più in queste ore, si potrà uscire a 62 anni, ma i 38 anni di contribuzione saranno calcolati con il sistema retributivo.

Quota 100, Boeri: perdite fino a 500 euro

A 38 anni a 62 anni si potrà andare in pensione, ma chi si ritira prima dei 67 anni (età pensionabile dal 1 gennaio 2019) il calcolo dell’assegno previdenziale sarà completamente contributivo e non misto, con pesanti ricadute su importo

Il calcolo sulle eventuali perdite di quanti sceglieranno l’opzione quota 100 per anticipare la pensione è stato fatto da Tito Boeri, presidente Inps: “un lavoratore pubblico che va in pensione adesso con 62 anni e 38 di contributi” perderà fino a 500 euro.

Riaperte finestre

Abolite nel 2012, con la finanziaria Lega-M5S dovrebbero ritornare da aprile 2019, insieme a quota 100. Un provvedimento ancora privo di dettagli, ma della quale ci sono due ipotesi:

una finestra trimestrale “fissa” (si maturano i contributi e si esce nella prima finestra disponibile nell’anno) con un risparmio di 300 milioni

Una finestra mobile (la decorrenza sarebbe comunque dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti) con risparmio fino a 600 milioni.

Lo afferma il presidente dell’Inps, Tito Boeri spiegando che la seconda ipotesi sarebbe più equa perchè uguale per tutti. Nel primo caso infatti chi matura i requisiti a ridosso della finestra (ad esempio il 31 marzo per la finestra del primo aprile) sarebbe avvantaggiato rispetto a chi li matura subito dopo (chi li matura il tre aprile esce a luglio).

Quanto costerà la riforma?

Ancora una volta è Tito Boeri a prendere la parola, affermando che i costi potrebbero aggirarsi intorno a 140 miliardi nei primi 10 anni.

Tito Boeri ha, inoltre, spiegato che, dal 2046 in poi, la spesa dovrebbe scendere perchè le persone saranno andate in pensione in anticipo e con assegni più bassi rispetto a quelli che avrebbero ottenuto andando a riposo con le regole attuali. Il calcolo è legato all’introduzione della quota 100, al blocco immediato dell’adeguamento dell’aspettativa di vita sui contributi necessari alla pensione anticipata e al blocco dopo il 2019 dell’adeguamento sull’età di vecchiaia.

Molinari, quota cento ‘assoluta’ costava troppo

“Assicurare quota cento in assoluto, ad esempio 60 e 40, sarebbe costata troppo, quindi non è stato possibile approvarla, dati i limiti di spesa. Questo di 62 e 38 è un primo passo verso quota cento assoluta”. Lo ha detto Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, intervenendo a Radio Anch’io, su Radio Rai 1

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