Pensioni quota 100, l’ipotesi di un attacco dei mercati finanziari

di redazione
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Nel Governo si comincia a far di conto. Pensioni a quota 100 (primo smantellamento della Legge Fornero), flat tax e reddito di cittadinanza.

Sono queste le variabili su cui giostrare la distribuzione delle risorse disponibili senza aumentare le tasse e senza sforare sui vincoli di bilancio.

Ministeri invitati a tagliare

Fare la guardia alle entrate e alle uscite statali è compito del ministro dell’Economia e Finanze, Giovanni Tria. Tanto per portare un esempio, il capo del Mef ha già tenuto in sospeso l’assunzione di nuovi poliziotti – come riferisce Tiscali.it – proprio per mancanza di coperture finanziarie.

Se il reclutamento di 8mila agenti impensierisce Tria tanto da sollecitare i Ministeri ai tagli, è lecito pensare che misure molto più incisive come, appunto, la revisione del meccanismo per andare in pensione prima, la flat tax e il reddito di cittadinanza possano preoccuparlo molto. La manovra, considerando solo gli ultimi due punti, è – secondo alcuni calcoli sui giornali – da 25 miliardi.

Il rapporto con l’Europa

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario a Palazzo Chigi, ha cominciato a far circolare sui mass media il timore di un attacco speculativo da parte dei mercati finanziari. Secondo lui sarebbe la reazione prevedibile per  difendersi da un Governo populista che guarda all’interesse dei cittadini.

A sfatare l’ipotesi di un attacco speculativo è stato il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. In un’intervista al Corriere della Sera ha detto: “Non credo che avremo un attacco speculativo. Il rischio concreto che questo governo sia attaccato è più  una speranza delle opposizioni. E se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo, sappia che non siamo ricattabili. Non è l’estate del 2011 e a Palazzo Chigi non c’è Berlusconi, che rinunciò per le sue aziende. I provvedimenti fondamentali del contratto li faremo col massimo rispetto degli equilibri di bilancio, ma anche chiedendo all’Europa di farci fare le riforme che ci permetteranno di abbattere il debito pubblico“.

Poltrone strategiche

A proposito di Europa, alcuni commentatori politici cominciano a mettere in conto l’uscita anticipata dall’esperienza di Governo proprio del ministro Tria, troppo attento a non sforare i parametri europei. Ma negli scenari internazionali le situazioni potrebbero anche cambiare nel momento in cui – come ipotizza il quotidiano Libero – alcune poltrone di peso in ambito europeo andranno al loro naturale rinnovo.

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