Pensioni quota 100, il varo del decreto nel Cdm delle ore 16

di Elisabetta Tonni
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Il testo del decreto sulle pensioni quota 100 e sul reddito di cittadinanza dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri in giornata, alle ore 16, dopo un vertice in mattinata fra il capo del Governo, Giuseppe Conte e i vice presidenti Di Maio e Salvini.

Alla riunione partecipano anche il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, i sottosegretari Laura Castelli e Massimo Garavaglia, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro e il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon.

Dopo una serie di incertezze sull’approdo del testo nella sede del Governo per il varo e salvo ulteriori cambiamenti di programma, oggi la bozza dovrebbe diventare ufficiale.

Si conosceranno così tutti i dettagli dei due provvedimenti che sono stati fra i cavalli di battaglia delle due forze di Governo.

Con il varo del decreto sarà chiara anche la platea dei beneficiari e il dettagli delle modalità con cui verranno coperte le spese dei due provvedimenti.

Infatti si cerca ancora di capire quanti saranno i pensionandi. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, considerando tutte le opzioni per la nuova uscita dal lavoro, ci saranno 355 mila persone in più in pensione. Di questi 130 mila dovrebbero riguardare il settore pubblico. La spesa sarebbe di 4,7 miliardi, ma non ci sarebbero ancora tutte le coperture necessarie.

Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ai microfoni di Radio Anch’io, avrebbe confermato che per il settore pubblico sarebbe confermata la finestra di luglio (come già pubblicato da OrizzonteScuola) come la prima data utile. Oltretutto fra i costi a carico del settore pubblico va considerato anche quello relativo al Tfs, cioè la liquidazione degli statali.

Per consentire l’erogazione in tempi brevi del Tfs, il Governo non esclude di fare ricorso a un prestito da richiedere alle banche, ma qui si pone la questione degli interessi e di chi dovrà pagarli. Sarà questo un altro nodo cruciale in discussione questa mattina. L’ipotesi è che gli interessi possano essere pagati dallo Stato, cioè da tutti i cittadini: un’eventualità che andrà a pesare ulteriormente sui bilanci pubblici e che quindi dovrà essere provvista di un’ulteriore copertura.

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