Pensioni quota 100, il rischio di rimettere tutto in gioco

di Elisabetta Tonni
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Sulle fattibilità dell’anticipo alle pensioni in chiave quota 100 cresce l’attesa per la seconda audizione del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in Parlamento.

Le spiegazioni fornite ieri dal Ministro hanno dato vita a una serie di reazioni a catena da parte di Istituzioni italiane, da Bankitalia all’ufficio parlamentare di Bilancio, di bocciatura delle iniziative presenti nel Def e che dovranno essere delineate nel dettaglio nella Finanziaria.

Nel mirino c’è soprattutto la controriforma per le pensioni della legge Fornero. La sollecitazione arrivata è stata quella di non modificare i parametri esistenti. A tale obiezione, gli esponenti del Governo, primi fra tutti i due vice presidenti del Consiglio, Luigi di Maio e Matteo Salvini, che a gran voce hanno detto che “indietro non si torna”, perché non si può tradire il mandato elettorale dei cittadini.

Giovanni Tria dovrà convincere o (secondo la visione dei Pentastellati, spiegare meglio) come questi provvedimenti (soprattutto anticipo pensionistico, reddito di cittadinanza e una parte della flat tax) porteranno crescita e sviluppo nell’economia italiana.

Neanche la spiegazione sempre del ministro Tria che le pensioni quota 100 potrebbe essere una misura a tempo determinato (come titola il sito Today), cioè essere una misura sperimentale dalla quale tornare indietro se non dovessero esserci risultati positivi è stata apprezzata negli ambienti economici.

Al di là delle formule per andare in pensione prima (e degli effetti prodotti, leggi Pensioni quota 100 riguarda 85 mila tra docenti e Ata), che verranno indicate precisamente nella stesura della legge fiscale, il problema rimane quello degli effetti che tali misure producono sui mercati finanziari e che, con una sintesi grossolana, possono essere individuate dallo spread. E’ infatti a questo valore, utilizzato come una sorta di indicatore ‘lascia passare’, che comincia a guardare anche la parte più tecnica del Governo, fino a pronunciare a mezza bocca di poter individuare un’asticella sopra alla quale alcune promesse potrebbero essere riformulate in maniera meno costosa.

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