Pensioni quota 100, Giorgetti (Lega): promesse vanno mantenute

di Elisabetta Tonni
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Quale che sia la formula per introdurre la riforma delle pensioni in chiave quota 100, resta il problema delle coperture. Per questo si pensa a sforare il deficit, pur di mantenere le promesse.

Come scrive Mariangela Pira su SkyTg24, “Solo iniziare ad introdurre il reddito di cittadinanza, un regime fiscale più morbido, il superamento della legge Fornero, ha un costo di circa 25 miliardi. Aggiungendo le altre voci previste (tra cui 12 e passa miliardi per le cosiddette clausole di salaguardia, con cui si intendono i previsti aumenti dell’Iva e delle accise), il costo lieviterebbe a circa 42 miliardi“.

I punti sono: pensioni quota 100, reddito di cittadinanza, flat tax, ma costano tanto e le risorse economiche scarseggiano.

Si fa sempre più spazio nel dialogo politico l’ipotesi di sacrificare il deficit, nel senso di uno sforamento, pur di mantenere le promesse della campagna elettorale.

Il messaggio lo diffonde senza mezzi termini il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri: Giancarlo Giorgetti che ospite a “Otto e Mezzo”, su La7, ha affermato: “Si può arrivare anche allo sforamento del 2% ma non con provvedimenti di tipo demagogico per acquisire consenso“.

Alla domanda di Lilli Gruber se il reddito di cittadinanza sia da considerare una misura demagogica, Giorgetti svicola, rispondendo: “Il reddito di cittadinanza sarà nella manovra. Ma ricordo che le promesse, come detto da Di Maio, devono essere mantenute e non è che dobbiamo fare tutto in un anno. La stessa legge di bilancio è pluriennale. L’importante è che si incominci un sentiero. Il reddito di cittadinanza alimenta la domanda aggregata, ma soprattutto ha un senso perché propedeutico all’inserimento nel mondo del lavoro. La proposta è collegata al rilancio dei centri per l’impiego“.

Mettere l’accento sulla pluriennalità della Legge di Bilancio sta a riconfermare il concetto di gradualità nell’attuazione delle riforme che finora sembra essere l’unica indiscrezione ufficiale che il Governo lascia trapelare, oltre appunto allo sforamento del deficit. “Si può sforare l’1,6% solo con proposte serie e credibili – sono ancora le dichiarazioni di Giorgetti – perché i mercati sono attenti ai decimali ma soprattutto alle proposte di politica economica di un governo, perché il Paese possa crescere“.

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