Pensioni quota 100, fino ad un terzo di penalizzazione. Chi sarà escluso?

di Elisabetta Tonni
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Su pensioni quota 100 vortice di informazioni sulla convenienza e sulla sostenibilità del modello M5s-Lega, da più parti criticato ma difeso dagli ideatori.

Penalizzazioni, conviene o non conviene?

Al di là delle formulazioni linguistiche un dato appare chiaro: chi versa meno contributi avrà una pensione più bassa. Ergo, se si vuole andare in pensione prima, l’assegno sarà più basso. In questo modo si riduce il contributo versato e si rinuncia anche a una parte del trattamento di fine lavoro (o fine servizio). Chi rinuncia ad alcuni anni di stipendio, avrà un accantonamento di fine anno più basso.

E’ lo stesso concetto lapalissiano che chi lavora di meno guadagna di meno. Conviene andare in pensione per chi si accontenta di un assegno più basso che è comunque un’entrata fissa (la pensione) senza dover lavorare. Conviene ancora di più per chi spera di vivere oltre gli 85 anni. La  convenienza di quota 100 è relativa anche all’ammontare dello stipendio percepito. Più questo sarà basso, meno sarà conveniente lasciare il lavoro in maniera anticipata.

Con l’uscita nel 2019 quota 100 a 65 anni rispetto ai 67 previsti, determinerebbe una decurtazione dell’assegno del 10.97%, del 17,20 rispetto all’uscita nel 2022, del 24,15% del 2023, del 29,53 del 2024 e del 34% del 2025. Questi i calcoli che danno un terzo di pensione in meno per chi va in pensione anticipata a 62 anni con 38 di contributi.

Si va avanti

Su pensioni quota 100 il Governo va avanti come un caterpillar. Nonostante la attesa bocciatura da parte dell’Europa alla manovra finanziaria, il documento non cambierà.

La controriforma della legge Fornero ha un ruolo importante all’interno della legge di Bilancio, anche se i dettagli sono stati rinviati a uno strumento legislativo successivo.

Il sottosegretario Durigon ha pronunciato le parole “emendamento o decreto” durante la trasmissione Ballarò, in onda ieri sera. La legge di Bilancio, però, contiene le coperture per avviare lo smantellamento della legge Fornero.

Chi sarà escluso?

Della pensione quota 100 non ne beneficeranno i giovani le future generazioni che, secondo il Fondo Monetario Internazionale, dovranno farsi carico dell’onere del costo del provvedimento.

Il FMI, inoltre, lancia l’allarme sulla sostenibilità dei costi a lungo termine e che avrà un impatto sulla crescita avendo un impatto positivo a breve termine, ma negativo a lungo.

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