Pensioni quota 100, ecco come saranno finanziate. Dubbi sui conti

di Elisabetta Tonni
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Rinviare se necessario il pareggio di bilancio nel 2021 per trovare i soldi con cui riformare le pensione nel principio di quota 100, attuare la flat tax e il reddito di cittadinanza, scongiurando lo spettro dell’aumento dell’Iva come previsto dalle clausole di salvaguardia nel caso di sforamento dei conti. 

Sarebbe questa l’idea su cui sta lavorando il Governo in vista della prossima manovra. Per il momento si tratta ancora di indiscrezioni, ma è quanto ha lasciato comprendere il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, secondo il quale le riforme non devono interferire con l’impegno imprescindibile di ridurre il debito.

Quota 100 è il parametro che si vorrebbe reintrodurre come criterio per stabilire il momento in cui un lavoratore potrà andare in quiescenza. Il valore 100 è quello da raggiungere sommando il numero corrispondente all’età anagrafica del lavoratore al numero degli anni di versamento dei contributi.

L’intenzione del Governo nel reintrodurre la quota 100, modificando la legge Fornero, è quella di anticipare l’età della pensione. Il provvedimento porterebbe un aggravio sui conti dell’Inps (cioè sui conti pubblici) ed è necessario riuscire a trovare una copertura dei costi senza sforare sul bilancio dello Stato.

Le soluzioni sono indicate nel documento di programmazione economica e finanziaria che serve – appunto – a indicare quali sono le politiche che si intendono mettere in atto. L’ultimo Def appena stato votato dal Parlamento con il voto contrario delle opposizioni in entrambi rami indica una richiesta all’Europa di rinvio dei tempi sul pareggio di bilancio, introducendo il concetto di un nuovo “paradigma economico“.

Bruxelles al momento non ha ancora preso una posizione in merito a questa ipotesi, limitandosi a ricordare che le regole sono uguali e valgono per tutti i paesi membri.

Il ministro Tria è fermo nel concetto che “gli interventi relativi alle riforme strutturali sulle quali il Governo è impegnato, sia dal lato fiscale sia dal lato della spesa pubblica, andranno adeguatamente coperti“. Un’altra soluzione – come scrive anche l’agenzia Ansa – consisterebbe nell’escludere dal deficit le spese per gli investimenti pubblici e rimuovere alcuni “ostacoli burocratici” come per esempio il Codice degli appalti.  Per questo all’interno del governo nascerà una “task force” ad hoc.

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