Pensioni quota 100: decreto slitta alla prossima settimana, ecco perché. Cosa prevede la bozza

di redazione
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Atteso per la fine di questa settimana, slitta alla prossima il decreto che disciplinerà quota 100, prorogherà l’ape social e l’opzione donna e bloccherà l’aumento di 5 mesi per la pensione anticipata.

Quota 100: perché il rinvio

I motivi del rinvio risiedono nel fatto che manca ancora la relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato che verificherà la copertura del provvedimento.

Alla mancanza della relazione tecnica si aggiungono, come riferisce il Corriere della Sera, le richieste della Lega:

  • aumento delle pensioni degli inabili al lavoro;
  • aumento del reddito di cittadinanza per le famiglie più numerose.

L’accoglimento delle succitate richieste farebbe crescere la spesa e conseguentemente aumenterebbe il rischio che scatti la clausola di salvaguardia per la copertura economica del provvedimento.

In base alla clausola prevista, continua il Corriere, nel caso in cui, in corso d’anno, le domande di reddito di cittadinanza presentate facciano prefigurare una spesa superiore allo stanziamento (6 miliardi per il 2019), il Governo dovrà procedere alla rimodulazione dell’importo del reddito di cittadinanza al ribasso per far quadrare in conti.

Quota 100: decreto forse il 18 gennaio

Il Consiglio dei Ministri su quota 100 e reddito di cittadinanza dovrebbe svolgersi la prossima settimana. Il Fatto Quotidiano ipotizza la data del 18 gennaio, quindi venerdì prossimo.

Quota 100: cosa prevede la bozza di decreto

Sintetizziamo cosa prevede la bozza di decreto:

  • requisiti: 38 anni di contributi e 62 anni d’età;
  • divieto cumulo pensione quota 100 con redditi da lavoro autonomo occasionale, attualmente, nel limite di 5.000 euro lordi annui;
  • lavoratori privati: accesso con decorrenza dal 1° aprile 2019 per coloro che hanno maturato i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2018; coloro che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2019, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti richiesti;
  • lavoratori pubblici: i dipendenti che maturano entro il 31 marzo 2019 i requisiti previsti, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 1° luglio 2019; la domanda di pensionamento, deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi;
  • lavoratori scuola: chi matura il requisito entro il 31 dicembre 2019 potrà andare in pensione dal 1° settembre 2019 (dovrebbero esserci poi apposite  disposizioni da parte del Miur).

Quota 100: liquidazione TFS/TFR

La bozza di decreto prevede che i dipendenti pubblici abbiano liquidato il TFS/TFR al momento in cui avrebbero maturato la corresponsione dello stesso secondo quanto previsto dalla legge Fornero, in pratica al raggiungimento dei 67 anni d’età.

Lo stesso decreto prevede che le pubbliche amministrazioni stipulino apposite convenzioni con le banche per la liquidazione anticipata del TFR/TFS, nelle quali siano preventivamente fissati i tassi di interesse da applicare.

Il Ministro Bongiorno ha affermato al riguardo che si sta lavorando con le Banche “in modo che potremo avere l’anticipazione” della liquidazione da parte delle Banche, con interessi a carico del lavoratore e in parte dello Stato.

La bozza di decreto

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