Pensioni quota 100 conviene al lavoratore: scontro Salvini-Boeri

di Elisabetta Tonni
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Pensioni quota 100 potrebbe riservare una bella sorpresa. Contrariamente a quanto spesso paventato, l’uscita in anticipo dal mondo del lavoro per chi ha raggiunto i parametri  previsti potrebbe essere conveniente per il lavoratore.

Tutto dipende da come vengono effettuati i calcoli. E questa chiave spiegherebbe anche lo scontro fra il presidente dell’Inps, Tito Boeri, e il vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini.

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, aveva sempre ammonito che con l’anticipo della pensione, il lavoratore sarebbe arrivato a rinunciare fino al 21% dell’importo sull’assegno per effetto della riduzione del numero di  anni di contribuzioneMatteo Salvini aveva però chiarito a gran voce: “Sulla legge Fornero leggo cose incredibili. Non c’è alcun taglio, alcuna penalizzazioneOvviamente se vai in pensione 4 anni prima versi 4 anni di contributi in meno e non ti do 4 anni di contributi in più“.

Si ribalta la questione

Come scrive il sito Affari Italiani, si scopre invece che un rapporto del Centro studi Itinerari previdenziali di simulazione sulle pensioni, di Alberto Brambilla, Alberto Cauzzi e Silvin Pashaj, ribalta la questione: con quota 100, l’assegno può essere persino più ricco. Infatti, nel conteggio devono rientrare tutti i soldi ricevuti dall’Inps nell’arco della propria vita, secondo l’aspettativa media individuata periodicamente dall’Istat. Il sito riporta anche alcuni esempi concreti di simulazione a beneficio della chiarezza nei conteggi.

Secondo Boeri, però, resta il problema delle coperture. Le coperture, stando ai suoi calcoli, ci sarebbero solo per chi va in pensione con quota 100 nel 2019, mentre chi  maturerà il diritto già dall’anno successivo potrebbe vedere venir meno alcune certezze.

Le dichiarazioni di Boeri

Mancano risorse per il 2020 e il 2021. Secondo tutte le nostre simulazioni– ha spiegato di recente Boeri – costa in alcuni casi un terzo in più e in altri casi addirittura due volte in più rispetto al primo anno. E’ doveroso dare le giuste informazioni a tutti gli italiani, se noi permettiamo di andare in pensione prima, come ad esempio con un requisito di 38 più 62,e il primo anno prevediamo delle finestre che di fatto ritardano l’uscita verso la pensione, inevitabilmente il secondo anno questa misura costerà di più che nel primo”.

L’inversione di tendenza sugli effetti prodotti dalla controriforma Fornero in chiave quota 100 era già stata anticipata da Orizzonte Scuola., facendo riferimento a quanto già esposto anche dal quotidiano Libero.

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