Pensioni quota 100, Conte: gradualità nelle misure

di Elisabetta Tonni
ipsef

item-thumbnail

I dettagli su quando e come sarà riformato il meccanismo delle pensioni a quota 100 potrebbero essere racchiusi nella parolina “gradualità” pronunciata dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, a Cernobbio.

Il capo di Governo non è entrato nei dettagli della manovra finanziaria in fase di elaborazione. “Non potrei proprio farlo” ha spiegato alla platea degli imprenditori nel Forum Ambrosetti, chiarendo però, come rileva anche il FattoQuotidiano.it,  che si tratta di una “manovra che mira a costruire una politica economica nella prospettiva di cinque anni“.

Poi, ha pronunciato la frase che rappresenta l’incognita maggiore: “Alcune misure saranno dosate con gradualità“.

Conte non ha lasciato trapelare nulla sulle priorità da dare ai tre punti economici più attesi: riforma delle pensioni, reddito di cittadinanza e flat tax. Non è chiaro se la gradualità riguarderà tutti e tre gli obiettivi contemporaneamente o se invece se per gradualità è da intendersi una sorta di priorità dei punti.

Stando alle dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, (le riporta anche il Sussidiario.it), verrebbe da pensare che la prima ipotesi sia quella più probabile. Nella riunione informale dell’Econfin a Vienna, Tria ha detto: “In manovra partiranno tutte le varie riforme“.

Accostando le frasi di Tria e quelle di Conte, sembrerebbe prendere corpo l’ipotesi di una quota 100 in versione light, cioè applicabile per il 2019 e per gli anni successivi si vedrà. D’altra parte la manovra finanziaria è annuale a differenza del Def che contempla una programmazione delle politiche governative in chiave economica e finanziaria a più lungo termine. Ecco perché le attese sono tutte concentrate sulla presentazione della versione aggiornata del documento programmatico.

Il concetto non varia: le riforme vanno fatte, ma rispettando i vincoli economici. Il presidente Conte lo ha detto senza giri di parole:  “Il governo ha chiaro che i risparmiatori guardano alla nostra capacità di ripagare debito e interessi“.

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione