Pensioni, quota 100 confermata ma è allarme spesa

di redazione
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La Ragioneria Generale dello Stato ha diffuso i dati relativi alla spesa prevista per le pensioni: quota 100 porta un maggior peso pari a 0,02 di Pil fino al 2036, ovvero circa 63 miliardi in 18 anni. Catalfo: “Quota 100 non si tocca”.

Quota 100 aumenterebbe la spesa pensionistica e, secondo la Ragioneria Generale dello Stato, è necessario correre subito ai ripari.
Nel biennio 2020- 2021, in corrispondenza con il maggior ricorso al pensionamento anticipato da parte dei soggetti che maturano il requisito congiunto per il collocamento a riposo con almeno 62 anni di età e 38 anni di anzianità contributiva, la maggiore incidenza della spesa in rapporto al Pil – riferisce la Ragioneria Generale – ammonta a 0,5 punti percentuali. Negli anni successivi, il profilo dei nuovi oneri pensionistici in rapporto al Pil mostra un andamento decrescente”.

M5S difende quota 100

Il neo ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, difende però quota 100, dichiarando che la riforma pensionistica del governo Lega-M5S “non si tocca”, e come il reddito di cittadinanza “è stata inserita nel programma ed è importante”. “Il meccanismo funzionerà con il tempo e inizia a dare i primi frutti con le prime uscite dal pubblico impiego – sottolinea Catalfo – Quota 100 era del governo e fa parte del programma di questo nuovo esecutivo. Parliamo di una misura migliorabile, questo sì, ma che non sarà toccata”.

Anche Di Maio rassicura su quota 100 e gli altri provvedimenti: “Sono stato il ministro del Lavoro che ha fatto il decreto dignità, il reddito di cittadinanza, Quota 100 e questi provvedimenti non si toccano”.

Uil chiede conferma quota 100

Domenico Proietti, segretario confederale Uil, chiede la conferma di quota ma anche l’avvio della quota 41: “Il nuovo Governo deve continuare a cambiare la legge Fornero sulle pensioni. Dopo ape sociale e quota 100, che vanno confermate, è necessario garantire una flessibilità per tutti i lavoratori tra i 62 e i 63 anni. 41 anni di contributi sono sufficienti per andare in pensione a prescindere dall’età”.

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