Pensioni, problemi nel calcolo dei contributi. A rischio numerosi pensionamenti

di redazione
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La nostra redazione ha più volte sottolineato il problema della divergenza dei periodi di servizio utili, a fini pensionistici, tra Miur e Inps. Tale problematica rischia di far slittare di un anno il pensionamento di numerosi interessati.

Pensioni, alcuni docenti e ATA attendono ancora la risposta per il 1° settembre 2018, problemi nel calcolo dei contributi

Il problema sembra che abbia dimensioni di non poco conto nella regione Lazio, come testimonia il comunicato dei sindacati regionali Cgil, Uil e Cisl.

Roma, 21 giugno 2018 – Comunicato sindacale FLC CGIL, CISL SCUOLA e FEDERAZIONE UIL SCUOLA Lazio

Grave ritardo dell’INPS nella determinazione del diritto a pensione del personale della scuola. È atteso per la giornata di domani, 22 giugno 2018, quello che viene annunciato come l’ultimo flusso, da parte dell’INPS, dei nominativi del personale che sarà collocato in quiescenza dal 1° settembre 2018, ma, da quanto si apprende, si corre il concreto rischio che un ampio numero di operatori scolastici (nel Lazio, circa un migliaio) debba subire lo slittamento di un anno.

Si determinerebbe, così, non solo un danno a carico degli interessati, ma, in molti casi, la violazione della normativa secondo la quale il personale che abbia compiuto i 65 anni di età, e maturato requisiti di servizio atti a determinare un diritto a pensione, debba essere collocato in pensione d’ufficio (si veda, sulla materia, la Circolare della Funzione Pubblica n. 2/2015, che richiama la relativa normativa). Peraltro, il mancato collocamento in pensione determina effetti negativi anche sulla mobilità del personale della scuola e sulle immissioni in ruolo, poiché i posti occupati dal personale che dovrebbe essere posto in uscita dal sistema scolastico non sono resi disponibili per le relative operazioni, a causa della permanenza sugli stessi degli attuali titolari.

Le scriventi organizzazioni sindacali denunciano la gravità della situazione determinatasi, sollecitano l’INPS e l’Amministrazione Scolastica ad adottare rapidi ed efficaci contromisure e assumono l’impegno di promuovere processi di impugnativa, laddove dovesse essere confermato quanto appreso oggi in via informale dalla stessa Amministrazione.

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