Pensioni, più alte dal 1° gennaio 2019. Quanto aumentano per ogni categoria

di redazione
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Le pensioni, a partire dal 1° gennaio 2019, avranno un importo più alto grazie alle nuove regole di rivalutazione dei trattamenti previdenziali.

La pensione viene cioè adeguata all’eventuale incremento dell’inflazione, in modo che l’assegno non si svaluti con il passare degli anni.

Si tratta della cosiddetta perequazione, bloccata dalla riforma Fornero nel 2011 e poi reintrodotta nel 2013, ma con una fase transitoria che si concluderà appunto il 31 dicembre 2018.

Il metodo di perequazione viene spiegato da ADNKronos:

Sono stati fissati 5 scaglioni di reddito con relative percentuali di rivalutazione. Ad esempio è stato stabilito che solo coloro che hanno una pensione inferiore a 3 volte il trattamento minimo INPS (per il 2018 pari a 507,42€) possono beneficiare della rivalutazione al 100%, mentre questa percentuale si riduce con l’aumentare del reddito.

Nel dettaglio, le altre percentuali sono:

  • 95%: se l’importo è compreso tra 3 e 4 volte il trattamento minimo;
  • 75%: importo compreso tra 4 e 5 volte il trattamento minimo;
  • 50%: importo compreso tra 5 e 6 volte il trattamento minimo;
  • 45%: importo superiore a 6 volte il trattamento minimo.

Quindi la pensione viene rivalutata in maniera inferiore per coloro che hanno un assegno previdenziale elevato. Questa penalizzazione però sarà ridotta a partire dal 1° gennaio del 2019 quando, scaduta la fase transitoria, saranno reintrodotte le percentuali previste dalla legge 388/2000, nella quale sono indicate solo 3 (e non 5) fasce di reddito:

  • rivalutazione al 100% per pensioni inferiori a 3 volte il trattamento minimo;
  • rivalutazione al 90% per pensioni comprese tra 3 e 5 volte il trattamento minimo;
  • rivalutazione al 75% per pensioni superiori a 5 volte il trattamento minimo.

Conseguenza: la vera rivalutazione verrà avvertita dai pensionati che già oggi percepiscono un assegno di importo elevato, mentre per gli altri i cambiamenti saranno sostanzialmente poco significativi.

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