Pensioni, novità su Opzione Donna: ecco cosa cambierà nel 2022

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Novità in tema di pensioni per i cittadini italiani. Non solo Quota 100 (addio al 31 dicembre 2021) e Ape Sociale. Novità anche per Opzione Donna che viene confermata per un anno.

Per quanto riguarda le lavoratrici, sarà possibile accedere al pensionamento con il calcolo dell’assegno interamente contributivo non più con 58 anni di età e 35 di contributi, oltre un anno di finestra mobile se dipendente (59 anni e 18 mesi di finestra se autonome), ma con 60 anni se dipendente e 61 se lavoratrice autonoma.

Oltre a questo restano previste le finestre, quindi si uscirà con 61 anni se dipendente e 62 e mezzo se autonoma.

In pratica ci rientreranno le dipendenti nate nel 1961 e le autonome nate nel 1960 (se in presenza dei contributi necessari non sono già uscite quest’anno). Si ridurrà probabilmente il numero delle persone che decideranno di uscire (nei primi 9 mesi di quest’anno 14.555, oltre 11mila entro i 61 anni).

Opzione Donna, che cos’è

Opzione donna” è un trattamento pensionistico calcolato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo ed erogato, a domanda, in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge.

Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

La pensione è liquidata esclusivamente con le regole di calcolo del sistema contributivo di cui al decreto legislativo 180/1997.

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